Porpetto, nuovo esposto sul progetto fognario

PORPETTO. Approderà in Procura e alla Corte dei conti «l'omissione, dal verbale della seduta del consiglio comunale straordinario del 9 luglio, dell’affermazione del sindaco Pietro Dri, in cui...

PORPETTO. Approderà in Procura e alla Corte dei conti «l'omissione, dal verbale della seduta del consiglio comunale straordinario del 9 luglio, dell’affermazione del sindaco Pietro Dri, in cui sosteneva che il progetto fognario del 2007 era stato commissionato e pagato solo ai fini di avere i soldi della Regione». Lo ha annunciato Aldevis Tibaldi (Friuli rurale), portavoce dei cittadini di Porpetto, durante un incontro informativo con gli abitanti interessati al progetto di collettore fognario nella zona storica del paese, predisposto dal Cafc di Udine con l’approvazione del Comune, ribadendo che si tratta «di una grave omissione. Presenteremo la nota aggiuntiva a integrazione degli esposti gia inoltrati, perchè non è possibile presentare un progetto con il solo scopo di ottenere dei soldi». All’incontro c’era anche il consigliere comunale di Gonars, Claudio Boaro, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in consiglio provinciale, in quanto la popolazione non è stata avvisata del progetto fognario del Cafc che partirà dal depuratore di San Giorgio e, attraverso il centro storico di Porpetto, arriverà a Gonars, poi a Bicinicco e a Castions di Strada. Bonini di Ontagnano ha proposto la costituzione di consigli decisionali per ogni comune interessato per dare istituzionalità alla protesta. Tibaldi però ha sostenuto l'idea di costituire un comitato. Ha ribadito che il progetto del Cafc, presentato anche nel consiglio comunale straordinario dal direttore Battiston, «presenta lacune inconcepibili, dove mancano le indagini e le verifiche statiche e del grado di sicurezza degli edifici limitrofi alle trincee di scavo (profonde dai 2 ai 5 metri, ndr), edifici privi di fondamenta, che, vista la tipologia del territorio (falde artesiane, falde freatiche, olle, ndr) potrebbero subire gravi danni, se non il crollo».

Insomma, la condotta generale deve restare fuori dal paese, si riprenda il progetto del 2007 e la si faccia passare sulla Sp80 e poi con tubi di piccole dimensioni si arrivi nelle case.

Riproduzione riservata © Il Piccolo