Porto bloccato, vertice in Regione si “ripara” la banchina pericolosa

L’assessore Riccardi assicura : «Tra due settimane il problema dovrebbe essere risolto» Valutata la possibilità di dragare i fondali in attesa dell’escavo come richiesto dagli operatori
Di Giulio Garau
Bonaventura Monfalcone-04.04.2013 Rientro nel bacino-Royal Princess-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.04.2013 Rientro nel bacino-Royal Princess-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Inchieste di Procura della Repubblica e Corte dei conti sullo scandalo della banchina dell’autostrada del mare, unite alla rivolta di operatori e utenti del porto cominciano a smuovere i protagonisti della gestione dello scalo di Portorosega prossimo alla paralisi dei traffici per la crisi operativa delle banchine. A dare l’ennesimo “richiamo all’ordine”, l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Riccardo Riccardi che ha convocato ieri a Trieste un vertice per fare il punto della situazione anche dopo il recente sopralluogo nello scalo. Convocati in primo luogo l’Azienda speciale porto di Monfalcone assieme al responsabile del Provveditorato per le opere pubbliche Giorgio Lillini e il comandante della Capitaneria di porto di Monfalcone, Massimo Toninato.

Ed è stata analizzata approfonditamente la situazione degli accosti del porto prossima alla paralisi: colpa da una parte dell’inagibilità degli ormeggi 1,2 e 3 della banchina dell’autostrada del mare, realizzata in maniera difforme e pericolosa (le navi se accostano rischiano di essere squarciate dagli scogli sott’acqua ai piedi della banchina). Questa zona, che poteva rappresentare un prezisoso sfogo per le navi, è interdetta e restano gli altri ormeggi: il problema è che sono per la gran parte interessati dai lavori di adeguamento e di realizzazione della rete di raccolta delle acque reflue. Il cantiere si sta spostando dagli accosti con fondale meno profondo a quelli con maggiore pescaggio come il 9 e c’è il rischio che le navi che hanno necessità di fondale non possano più entrare per mesi e decidano di spostare i traffici altrove.

E un primo spiraglio sembra sia giunto ieri dalla prima parte della riunione dedicata proprio alla banchina delle autostrade del mare. A confermarlo è lo stesso assessore Riccardi che annunia che che entro 15 giorni il problema potrebbe essere risolto. «L’impresa che ha realizzato le opere si è impegnata in una lettera formale a rimediare all’errore - spiega - avevamo però il problema di trovare un’area idonea dove depositare il materiale che si trova alla base della banchina. Ho convocato per questo tutti i soggetti per trovare un percorso coordinato chiedendo alla Capitaneria di trovare una zona adatta. L’Azienda ufficialmente chiederà alla Regione di fare questo intervento, nei prossimi giorni affideremo l’incarico e in 15 giorni il problema sarà risolto».

Nella seconda parte della riunione si è poi passati al problema dei lavori sulle banchine ancora operative. I cantieri, che sono ormai passati sull’accosto 9, hanno lasciato liberi solo il 7 e l’8 che però hanno problemi di fondale. I famosi mammelloni che gli operatori avevano chiesto di pulire con un intervento di manutenzione dei fondali in attesa dell’escavo (che vedrà tempi autorizzativi più lunghi) e si sono pure impegnati a realizzare, con un investimento di 40 mila euro, un progetto affidato a uno studio ingegneristico specializzato.

Dopo mesi di attesa e palleggi tra amministrazioni il progetto è stato inviato allo stesso Provveditorato opere pubbliche e ieri la questione è stata presa in esame nel vertice. Facendo questa manutenzione si potrebbe liberare anche questi accosti dando un ulteriore boccata di ossigeno agli operatori che potrebbero far accostare le navi con maggior pescaggio.

E’ stata verificato un possibile iter autorizzativo che interessa la direzione ambientale: si tratta di un intervento che avrebbe un costo stimato di oltre 800mila euro e che potrebbe utilizzare una parte dei fondi già stanziati sull’escavo del canale(13 milioni) che non sarebbe più necessario spendere dopo.

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