Precipita per 50 metri muore alpinista triestino

Corrado De Monte, 53 anni, affrontava un’arrampicata nelle Dolomiti agordine con un amico. Scivolata improvvisa, inutili i soccorsi. Era guida di professione
Di Matteo Unterweger

Quella montagna che tanto amava, gli ha voltato le spalle ieri mattina. È scivolato all’improvviso, cadendo nel vuoto per una ventina di metri e rotolando poi per altri trenta su un ghiaione: per lui non c’è stato nulla da fare. Il tremendo volo è risultato fatale. Troppo gravi le lesioni riportate: è morto così Corrado De Monte, triestino di 53 anni, guida alpina di professione, molto conosciuto nell’ambiente anche a livello nazionale e internazionale. L’incidente si è verificato, verso le 11, mentre stava affrontando un’escursione assieme a un amico nelle Dolomiti bellunesi, in comune di La Valle agordina, anche se la cordata aveva iniziato la sua ascesa dalla zona zoldana. Per tutti Corrado De Monte era “Icaro”: questo il soprannome con cui veniva chiamato da colleghi e amici. Da anni non abitava più a Trieste, viveva in Val Badia e tornava di rado nella sua città d’origine. Oltre a essere guida alpina - iscritto al Collegio regionale del Friuli Venezia Giulia -, De Monte era anche guida speleologica e vulcanologica.

Dalle notizie diffuse dal Soccorso alpino e speleologico veneto in merito all’incidente di ieri mattina, si è saputo che mentre stava risalendo assieme al compagno di cordata, slegati, lo zoccolo di roccia che porta all’attacco delle vie della Torre Jolanda, nel gruppo della Moiazza, De Monte è scivolato. In quel momento stava precedendo l’amico e coetaneo che stava accompagnando in un’arrampicata sportiva. De Monte portava la corda, su passaggi di secondo, terzo grado. Pare si fosse imbragato e avesse appena iniziato la salita ripida, quando improvvisamente ha perso l’appoggio di un piede proprio nel momento in cui stava cercando di agganciarsi. È precipitato nel vuoto per venti metri, rotolando poi per altri trenta circa nel ghiaione sottostante.

Scattato l’allarme, l’elicottero del Suem (Servizio di urgenza ed emergenza medica) di Pieve di Cadore ha raggiunto la zona dell’incidente. Utilizzando il verricello, sono scesi un tecnico del Soccorso alpino con l’equipaggio, un soccorritore della Stazione di Agordo e il medico. Purtroppo, però, Corrado De Monte era già morto: i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, avvenuto praticamente sul colpo. Dopo il nulla osta della magistratura per la rimozione del corpo dello sfortunato alpinista, la salma è stata recuperata e spostata a bordo dell’elicottero, per essere trasportata sino al Passo Duran, dove si trovavano i carabinieri. Il magistrato ha deciso di non disporre l’autopsia sul corpo della guida alpina, alla luce della dinamica dell’incidente.

Il compagno di cordata di De Monte è stato accompagnato a valle: è stato proprio lui a ricostruire quanto successo ai carabinieri di Agordo, che sono intervenuti per i rilievi del caso e per i necessari accertamenti. De Monte e l’amico erano arrivati nello Zoldano domenica sera, in automobile. Nella mattinata di ieri erano poi saliti da Zoldo verso l’attacco delle vie, per effettuare l’arrampicata programmata. Quando De Monte ha perso l’equilibrio cadendo sotto gli occhi dell’amico, la scalata era iniziata da circa un quarto d’ora.

Informato del tragico episodio, nel pomeriggio di ieri il presidente del Collegio Guide Alpine del Friuli Venezia Giulia, Alberto Ieralla, ha deciso di raggiungere Agordo, dove il corpo di De Monte nel frattempo era stato portato.

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