Festa della Repubblica: la prefettura di Gorizia si svela per le giornate del Fai

Si potrà camminare per il giardino scoprendone la botanica. Lucia Pahor: «Non vogliamo solo mostrare la bellezza ma anche generare conoscenza»

Licia Dodero
L’esterno del palazzo della prefettura Foto Tibaldi
L’esterno del palazzo della prefettura Foto Tibaldi

Ci sono luoghi che attraversiamo ogni giorno quasi senza accorgercene: palazzi imponenti che guardiamo dal basso verso l’alto con un misto di rispetto, a volte con distrazione. La prefettura è sicuramente uno di questi, un edificio che dietro le sua facciata custodisce storie, aneddoti, trasformazioni e angoli di natura che hanno attraversato secoli.

E proprio il prossimo 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, grazie alle giornate del Fondo ambiente italiano (Fai), i cittadini avranno l’opportunità di varcare quelle porte solitamente riservate alla vita istituzionale, per poi riscoprire quegli ambienti ricchi di fascino e storia. A conferma di questa attenzione verso il patrimonio della città, l’assessore alla cultura, Fabrizio Oreti, intervenuto ieri alla presentazione dell’iniziativa, nella sala Dora Bassi, ha annunciato che il Comune ha appena approvato all’unanimità una delibera per far parte dei soci sostenitori del Fai. Un passo che punta a rafforzare ulteriormente il legame con il percorso di Capitale europea della cultura per valorizzare la forte identità transfrontaliera del territorio.

Presenti all’incontro anche il capo delegazione Fai Gorizia Lucia Pahor, il prefetto di Gorizia Ester Fedullo, l’esperta botanica di Italia Nostra Liubina Debeni e la volontaria Fai Bruna Mauchigna.

«Il palazzo della prefettura rappresenta un’importante evoluzione architettonica, che riflette i cambiamenti politici, storici e culturali di diversi periodi», spiega il prefetto Fedullo. Inoltre, «proprio quel palazzo», aggiunge, «è legato alla famiglia “Torriani”, da cui deriva uno dei nomi con cui è conosciuto l’edificio che, tra il XIII e il XIV secolo, ha attraversato l’età asburgica, è stato successivamente sede delle Orsoline, e, tra il XIX e il XX secolo, si è infine trasformato in sede governativa».

A testimonianza di questo passaggio, precisa Lucia Pahor, c’è un dettaglio artistico straordinario che i visitatori potranno osservare: «A metà dello scalone d’onore che conduce alla residenza privata del prefetto, si trova un bassorilievo sul quale, al momento della sua realizzazione da parte dello scultore Giovanni Battista Novelli (Gradisca d’Isonzo, 1879 – Gorizia, 1965), campeggiava lo stemma del Regno sabaudo, in seguito sostituito negli anni Cinquanta dallo stemma della nostra Repubblica». Ebbene, i volontari della delegazione Fai accompagneranno i visitatori nelle sale di rappresentanza per ammirare arredi e collezioni storiche. Così, «il Fai non vuole mostrare soltanto la bellezza, ma anche generare conoscenza, perché solo facendo tesoro del nostro bagaglio storico, impariamo a prendercene cura», ribadisce Pahor.

Ma non è tutto: si potrà passeggiare all’interno del giardino storico, come suggerisce Liubina Debeni, lieta di illustrare le caratteristiche botaniche del luogo. Davanti alla prefettura si trovano, ad esempio, le rose della varietà “Knock Out”, di un particolare rosa intenso, molto rifiorenti e ormai diffuse in diversi punti della città. Non mancano i cedri, memoria di quando il giardino si estendeva fino a via Morelli e occupava un’area molto più ampia dell’attuale. Debeni porterà inoltre le carte storiche dell’epoca, che documentano come nell’Ottocento si sia affermato uno stile più romantico con l’introduzione di piante sempreverdi e di alberi provenienti da tutto il mondo. Per partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo gorizia@delegazionefai.fondoambiente.it.

 

Argomenti:cronaca

Riproduzione riservata © Il Piccolo