Presidenziali croate: Kolinda smentisce tutti. La svolta a destra piace
Il politologo e docente Čular: «Questa è la realtà di oggi» Con la Kitarović il premier Plenković si gioca la guida dell’Hdz

ZAGABRIA Non c’è niente da fare nessuno riesce ad impensierire Kolinda Grabar Kitarović il capo dello Stato della Croazia uscente e che si è ricandidata per le presidenziali di fine anno con l’appoggio del partito di centrodestra dell’Accadizeta “capitanato” dal premier Andrej Plenković. Ci stanno provando gli avversari. Ci hanno provato gli “amici” dell’Hdz impegnati in una durissima faida interna per prendere le mani le redini del partito strappandole a Plenković al congresso che seguirà proprio il turno elettorale per il nuovo capo dello Stato. Ci provano i media pronti a mettere in gran rilievo qualsiasi sbavature negli interventi pubblici del biondo presidente.
Eppure i sondaggi parlano chiaro. Se si votasse oggi le presidenziali avrebbero bisogno sì del turno di ballottaggio ma per Grabar Kitarović non ci sarebbe partita. Il presidente uscente avrebbe ricevuto il 34,6% dei voti, con un aumento di due punti percentuali rispetto al mese precedente. Ad agosto, Zoran Milanović, il candidato di centrosinistra sostenuto dai socialdemocratici (Sdp) non ha aumentato né perso il supporto, e il mese termina con il 24,6 per cento delle intenzioni di voto. Al contrario, Miroslav Skoro, invece, il cantante-candidato sta perdendo elettori e termina ad agosto con il supporto del 18% degli intervistati, secondo il sondaggio Ipsos pubblicato da Nova Tv.
Questo risultato è molto interessante, secondo gli analisti politici croati, perché indica una sorta di intoccabilità dell'attuale presidente, che non è stata danneggiata dalle sue apparizioni pubbliche piuttosto frequenti, che sono criticate dai media e neanche dal suo annuncio ufficiale di candidarsi fatto a un giornale di estrema destra, fatto per il quale molti in Croazia hanno gridato allo scandalo, ma che sembra non abbia per nulla scalfito il corpo elettorale di Grabar Kitarović.
La domanda che in molti si pongono qui in Croazia è perché tutto questo sia possibile. Goran Čular, professore alla Facoltà di Scienze politiche di Zagabria, afferma di non essere sorpreso dagli ultimi risultati dei sondaggi. Sono piuttosto simili, dice a jutarnji.hr, a quelli del mese scorso, ma si dovrebbe anche stare attenti, ammonisce, nel definire l’apparizione di Kolinda Grabar Kitarovic sul settimanale di estrema destra come uno scandalo. «Questa è la Croazia - spiega il docente - e l'elettorato del presidente è tale che a queste persone non dispiace che lei appaia sui giornali». «Inoltre - precisa Čular - lei non appartiene all’ala destra del partito, ma sta cercando di essere accettabile per una cerchia più ampia di elettori e quindi non è realistico pensare che possa avere un declino».
E i numeri del sondaggio riferiti agli esiti del ballottaggio sembrano dare ragione al politologo. Nella battaglia tra Grabar Kitarović e Zoran Milanović, la vittoria sarebbe sua con il 51,1% contro il 36,6% dell’esponente socialdemocratico. In un duello con Miroslav Skoro, invece, la presidente riceverebbe il 46,1% dei suffragi, mentre Skoro potrebbe contare sul supporto del 36,5 per cento.
Skoro che però risulterebbe il nuovo presidente della Repubblica di Croazia in un confronto al ballottaggio con Zoran Milanović. In questo caso, praticamente di fantapolitica, Miroslav Skoro vincerebbe con il 46,9%, mentre Milanović si dovrebbe accontentare del 38,9%. È chiaro che se, ripetiamo per assurdo, Grabar Kitarović dovesse essere messa fuori dai giochi, il centrodestra pur di non far vincere l’ex premier della Sdp Milanović sarebbe disposto a scegliere un presidente-cantante. —
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