Prima tesi sul Covid-19, subito assunta da Asugi

La ventunenne cormonese Clarissa Colussi non ha avuto il tempo per festeggiare. «Vorrei lavorare in Terapia Intensiva»



Una laurea con 110 e lode in Infermieristica con una tesi incentrata sul tema Covid-19, e poi subito sul campo a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. La ventunenne cormonese Clarissa Colussi non ha praticamente nemmeno avuto il tempo di festeggiare l’ambito traguardo, raggiunto la scorsa settimana con il massimo dei voti all’Università di Trieste: in settimana infatti prenderà immediatamente servizio come infermiera in Asugi.

«Abbracciare con gli occhi: la comunicazione tra il paziente in fase avanzata di malattia e l’infermiere ai tempi del Covid-19»: questo il titolo della tesi con cui la giovane si è laureata in Infermieristica all’Ateneo triestino. «Volevo approfondire l’argomento della comunicazione di fiducia tra infermiere e paziente – racconta Clarissa – e così ho distribuito una serie di questionari tra gli ospedali di Gorizia e Monfalcone attraverso i quali volevo capire come il modo di comunicare sia cambiato in tempi di Covid-19: non solo tra chi in quei reparti lavora e chi è ricoverato, ma anche tra pazienti e loro familiari, e come la tecnologia sia intervenuta».

Una delle immagini-simbolo di questi mesi difficili sono state le videochiamate con cui il personale infermieristico ha permesso alle persone rinchiuse nei reparti di Covid di restare in contatto con i propri congiunti: un argomento che Clarissa ha sviscerato in modo completo.

«Mi sono sforzata di comprendere quale siano state le reazioni di chi si è ritrovato ad avere a che fare coi propri familiari solo attraverso uno schermo e non più di persona». E anche le aziende si sono adeguate: «Dallo studio che ho effettuato il cambiamento si è avvertito anche nelle scelte in materia di acquisti: i reparti-Covid sono stati dotati – continua Clarissa – di tablet proprio per permettere questo nuovo tipo di comunicazione virtuale, l’unico veramente possibile durante una pandemia».

Adesso l’obiettivo di Clarissa Colussi è dare una mano proprio in prima linea: «Da anni sogno di lavorare nelle terapie intensive – racconta – il tema delle cure palliative e delle patologie cronico-degenerative mi è sempre interessato, in particolare per quel che riguarda gli aspetti relazionali. Prima del Covid la mia intenzione era quella di svolgere la tesi sulla cura dei pazienti oncologici, ma alla fine ho deciso di virare su un argomento decisamente attuale come appunto la comunicazione in tempi di pandemia. Ringrazio la mia relatrice, l professoressa Raffaella Antonione, che mi ha sostenuto in questo percorso ed in questi mesi nonostante fosse impegnata sul fronte-Covid lei stessa, oltre a tutti i miei insegnanti e tutor che mi sono stati accanto durante i tirocini».

Ed ora, appunto, Clarissa passerà direttamente a lavorare sul campo: «Non mi sono praticamente nemmeno resa conto di essermi laureata che già potrò iniziare a lavorare: spero di poter dare il mio contributo nel reparto delle terapie intensive. Festeggiare questo traguardo? Non è il momento e sinceramente per ora non ci penso, sono concentrata già sull’aspetto lavorativo: ci sarà tempo più avanti anche per quello». –



Riproduzione riservata © Il Piccolo