Primo Maggio a Trieste, il corteo per la Festa del Lavoro: stop alle guerre, dignità, futuro, libertà

Partito da Campo San Giacomo il corteo del Primo Maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil a Trieste. I partecipanti in marcia verso piazza Unità tra slogan su lavoro, diritti e pace. Inevitabili i disagi al traffico

Gianpaolo Sarti
Foto Francesco Bruni
Foto Francesco Bruni

È festa da Campo San Giacomo, alle 9.35 di venerdì Primo maggio, il corteo per la Festa del lavoro organizzato come ogni anno da Cgil, Cisl e Uil.

Alla partenza stavano partecipando circa 500 persone, poi il corteo, mano a mano che procedeva, ha raggiunto oltre tre mila persone.

Contrazione, nuovi diritti e tutele per il lavoro che cambia, questi gli slogan, ma anche l'appello dei sindacati "a ritrovare la strada della diplomazia e del dialogo, per far vincere le ragioni della pace e fermare un'escalation di tensione che preoccupa anche per i suoi effetti su economia e occupazione".

 

Il corteo del Primo Maggio a Trieste

Il programma

Il programma del corteo segue il copione tradizionale. Il raduno è iniziato a partire alle 9 da Campo San Giacomo, mentre l'arrivo in piazza Unità è previsto alle 11 per i successivi comizi. La conclusione degli interventi è affidata da Vera Buonuomo, della segreteria nazionale Uil. La manifestazione è accompagnata dalla Banda Berimbau che sta sfilando al suono dei tamburi.

"Il lavoro non è uno slogan - si legge su uno degli striscioni - dignità, futuro, libertà". Il corteo transita lungo via Caprin, via Molino a Vento, piazza Garibaldi, piazza Goldoni, via Carducci, piazza Oberdan, piazza Dalmazia, via Ghega, via Roma, via Valdirivo e Rive, per poi approdare in piazza Unità. Inevitabili i disagi al traffico.

Foto Francesco Bruni
Foto Francesco Bruni

Lo slogan Gli

Oltre agli slogan sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sui salari, non manca l'accento sulla crisi della StarTech. "L'azienda non sembra affatto affidabile - osserva Massimo Marega, segretario provinciale della Cgil - ci sono forti preoccupazioni sul piano industriale, con uno scenario mai prefigurato dopo pochi mesi. Tutto ciò non ci lascia tranquilli, in considerazione anche del pregresso. Dopo quattro mesi gli stipendi sono già in ritardo e questo, ripetuto, preoccupa molto".

Le bandiere

Tra le bandiere, oltre a quelle dei sindacati, figurano quelle dei partiti come Pd, Movimento Cinque stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Adesso Trieste, Rifondazione comunista, Partito comunista rivoluzionario, insieme a numerose bandiere della pace, della Palestina e dell'ex Jugoslavia.

Fermate le guerre

Numerosi gli striscioni che chiedono lo stop alle guerre e che si richiamano alla Palestina e alla vicenda della Flotilla. "Il lavoro ripudia la guerra, blocchiamo le armi, alziamo i salari", è scritto su uno striscione dell'Usb che sfila verso la coda del corteo.

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