Primo Maggio a Trieste, il corteo per la Festa del Lavoro: stop alle guerre, dignità, futuro, libertà
Partito da Campo San Giacomo il corteo del Primo Maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil a Trieste. I partecipanti in marcia verso piazza Unità tra slogan su lavoro, diritti e pace. Inevitabili i disagi al traffico

È festa da Campo San Giacomo, alle 9.35 di venerdì Primo maggio, il corteo per la Festa del lavoro organizzato come ogni anno da Cgil, Cisl e Uil.
Alla partenza stavano partecipando circa 500 persone, poi il corteo, mano a mano che procedeva, ha raggiunto oltre tre mila persone.
Contrazione, nuovi diritti e tutele per il lavoro che cambia, questi gli slogan, ma anche l'appello dei sindacati "a ritrovare la strada della diplomazia e del dialogo, per far vincere le ragioni della pace e fermare un'escalation di tensione che preoccupa anche per i suoi effetti su economia e occupazione".
Il programma
Il programma del corteo segue il copione tradizionale. Il raduno è iniziato a partire alle 9 da Campo San Giacomo, mentre l'arrivo in piazza Unità è previsto alle 11 per i successivi comizi. La conclusione degli interventi è affidata da Vera Buonuomo, della segreteria nazionale Uil. La manifestazione è accompagnata dalla Banda Berimbau che sta sfilando al suono dei tamburi.
"Il lavoro non è uno slogan - si legge su uno degli striscioni - dignità, futuro, libertà". Il corteo transita lungo via Caprin, via Molino a Vento, piazza Garibaldi, piazza Goldoni, via Carducci, piazza Oberdan, piazza Dalmazia, via Ghega, via Roma, via Valdirivo e Rive, per poi approdare in piazza Unità. Inevitabili i disagi al traffico.

Lo slogan Gli
Oltre agli slogan sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sui salari, non manca l'accento sulla crisi della StarTech. "L'azienda non sembra affatto affidabile - osserva Massimo Marega, segretario provinciale della Cgil - ci sono forti preoccupazioni sul piano industriale, con uno scenario mai prefigurato dopo pochi mesi. Tutto ciò non ci lascia tranquilli, in considerazione anche del pregresso. Dopo quattro mesi gli stipendi sono già in ritardo e questo, ripetuto, preoccupa molto".
Le bandiere
Tra le bandiere, oltre a quelle dei sindacati, figurano quelle dei partiti come Pd, Movimento Cinque stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Adesso Trieste, Rifondazione comunista, Partito comunista rivoluzionario, insieme a numerose bandiere della pace, della Palestina e dell'ex Jugoslavia.
Fermate le guerre
Numerosi gli striscioni che chiedono lo stop alle guerre e che si richiamano alla Palestina e alla vicenda della Flotilla. "Il lavoro ripudia la guerra, blocchiamo le armi, alziamo i salari", è scritto su uno striscione dell'Usb che sfila verso la coda del corteo.
L’arrivo in piazza Unità
Il corteo è entrato in piazza Unità accompagnato da "Thunderstruck" degli AC/DC che suonava dal furgone verde con le bandiere della pace, di Libera e della Fiom. Sono ora attesi i comizi dei rappresentanti sindacali.
"Il lavoro sinonimo di libertà”
"Il lavoro deve essere sinonimo di libertà - ha affermato parlando del palco di piazza Unità Andrea Blau, dirigente Cisl - e non può esserci vera libertà se si permette di incrinare l'irrinunciabile e indispensabile equilibrio tra famiglia e lavoro. Né se ci si trova costretti a dover scegliere tra lavorare ed essere genitori. Non si può accettare di essere diversificati sul lavoro per il sesso e non per le proprie capacità. Non si può parlare di lavoro dignitoso quando aumenta la precarietà, quando con la paga non si arriva a fine mese, quando i giovani faticano a trovare stabilità, quando le donne risultano essere ancora penalizzate".
"Le crisi aziendali le pagano i lavoratori”
Così Vera Buonuomo, della segreteria nazionale Uil: "Anche qui migliaia di lavoratori pagano il prezzo delle crisi aziendali", ha affermato, per poi fare riferimento alla vertenza Startech che coinvolge 320 famiglie. "Noi siamo insieme a quei lavoratori, perché la loro battaglia è la battaglia di tutti. Non vogliamo ammortizzatori sociali, vogliamo lavorare. E chi licenzia, chi delocalizza, chi non rispetta le norme sulla sicurezza, chi non rispetta i contratti - ha concluso - non deve ricevere finanziamenti pubblici".
Serracchiani: “Per il lavoro servono misure forti”
"Pieno di significato questo Primo Maggio a Cervignano del Friuli, con gli agricoltori e con i trattori, con lavoratori e anche con pensionati. Oggi lo abbiamo detto con forza: il lavoro deve portare dignità ed essere sicuro. La retribuzione equa e giusta e anche la giusta pensione sono un tema che riguarda tutte le famiglie italiane. Occorrono misure forti, strutturali, i palliativi non funzionano soprattutto in queste circostanze già pesanti e che rischiano di esporre sempre di più fasce medie oltre ai fragili che già soffrono". Lo ha detto a Cervignano la deputata dem Debora Serracchiani, alla manifestazione per il Primo maggio.
Rojc: “Preoccupata per questo territorio”
“In un momento di grande difficoltà per il mondo del lavoro sono a condividere le preoccupazioni nel mio territorio, al corteo che da tradizione si snoda sul Carso da Aurisina a Santa Croce. Porto con orgoglio il garofano rosso, ricordando il sangue di molti versato per i diritti di tutti, per il lavoro che è dignità”.
La senatrice Tatjana Rojc (Pd) lo ha dichiarato partecipando alla manifestazione promossa dal Distretto del Carso dello Spi Cgil che si svolge, sull’altipiano triestino, nel comune di Duino Aurisina, tra le località di Aurisina e Santa Croce.
Conti (Pd): “Lavoro tema centrale con troppi nodi da risolvere”
“Una bellissima manifestazione a Trieste per il 1 Maggio. Il lavoro è un tema sempre più centrale, con tantissimi nodi ancora da risolvere, a partire dal salario minimo e da tutele basilari di cui non godono tutti i lavoratori. Per questo il Pd del Friuli Venezia Giulia è qui per testimoniare che è il partito del lavoro dei lavoratori, per essere vicino a quanti credono che il lavoro è un’alta e collettiva forma di riscatto sociale”. Lo ha detto la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti, a Trieste alla manifestazione per il Primo Maggio.
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