Progetto Eco-Smart per il turismo slow nella zona Schiavetti

C’è un’altra oasi ecologica racchiusa tra il mare e la zona industriale di Panzano, che ha il suo cuore nel biotopo delle risorgive della zona Schiavetti, è un piccolo paradiso bello come l’Isola della Cona, vicino al marina Hannibal raggiungibile dal mare solo da pochi appassionati e conoscitori delle bellezze naturalistiche del Monfalconese.
Solo lì l’acqua è così cristallina, trasparente, fredda d’estate e più calda d’inverno, alimentata dal Brancolo che porta verso il mare tutte le acque che arrivano dalla pianura. La conoscono pochi fortunati “esploratori” locali delle vie d’acqua di casa che osano spingersi oltre il ponte del brancolo, così basso, i tanti pescatori, i ragazzi della scuola di vela e che vanno a fare il “bagno dei ghiaccioli” in piena estate quando il mare è agitato ed è meglio lasciare la barca sul carrello e dedicarsi ad attività a terra. Ma c’è sicuramente ancora qualcuno dei più “vecchi” che si ricorda di antiche coltivazioni spontanee di cozze grosse e meravigliose, che crescevano in quell’acqua pulita e poco salmastra grazie alle risorgive, di cui ancora ricordano il sapore, che si andavano a raccogliere a chili.
Un piccolo paradiso che il Comune di Monfalcone, per valorizzare tutte le bellezze locali, vorrebbe mettere a disposizione di tutti in maniera rispettosa ed eco compatibile. Piccoli gruppi di escursionisti a bordo di gommoni silenziosi, magari con motori elettrici, una guida naturalistica, poi alcuni percorsi attraverso i sentieri alla scoperta di anfratti e scorci nascosti e silenziosi.
Un po’ come è successo ieri mattina alla ristretta delegazione guidata dal sindaco Anna Cisint accompagnata dal responsabile dei progetti europei del Comune, Lucio Gregoretti. Dopo la visita al largo per vedere come stanno crescendo le fanerogame, piantate grazie al progetto Saspas, il blitz nell’oasi della Cavana, una visita in stile slow caratterizzata dal silenzio per apprezzare ancora di più la bellezza naturalistica del canale e delle radure disturbate solo dal rumore del vento che si infila tra i canneti.
Impossibile riuscire a raccontare con le parole quanto cristallina è l’acqua tra le canne che sporgono dalla riva, sembra di toccare il fondo anche se ci sono metri e metri di fondale, il tempo sembra essersi fermato e con il caldo del sole si riesce a sentire la frescura che arriva dall’acqua. Intanto tutto attorno la natura si fa sentire con i versi dei tanti animali mentre le oche selvatiche sbucano volando via all’improvviso facendo sentire il loro caratteristico verso.
È per mettere a disposizione di tutti quelle bellezze che è nato il progetto Eco-Smart, realizzato dal Comune con i fondi europei, che prosegue nel filone della protezione naturalistica e che coinvolge le aree umide e la Cavana. Eco Smart è un progetto che rientra nel programma Italia-Croazia e che ha come capofila la regione Veneto e il supporto dell’Università di Padova. Monfalcone, l’unico partner regionale del progetto, è stato scelto dal Veneto per la formidabile esperienza maturata nella gestione dei fondi comunitari e nella capacità di vincere i progetti. Ottocentomila euro di finanziamento, quasi 150 mila per Monfalcone per realizzare un sistema di visite a quest’oasi rispettando l’ecosistema: un pontile dal quale partire, visite cadenzate nella giornata a piccoli gruppi, la scoperta delle insenature, percorsi su antichi sentieri naturali, la voce di una guida naturalistica che descrive bellezze, natura, storia e paesaggio. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








