Pronto soccorso, via ai lavori per la nuova sala d’attesa
Partiranno a breve i lavori della nuova area di stoccaggio barelle e della nuova sala d’attesa del Pronto soccorso di Cattinara. Elena Clio Pavan, in qualità di responsabile della struttura complessa Manutenzione e sviluppo del patrimonio dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, ha firmato la determina che assegna all’impresa Cerbone Giovanni e Figlio srl di San Dorligo una parte dei lavori previsti per cercare di risolvere l’ormai storico problema della struttura.
Ad agosto prenderà dunque il via la fase più delicata per la riorganizzazione logistica del Pronto soccorso, il reparto più esposto a criticità a causa della paralisi del maxi cantiere che, come noto, prima dello stop ai lavori aveva già svuotato gli ultimi cinque piani della torre medica. Un black ut che ha bloccato anche il previsto trasferimento del Pronto soccorso in una struttura temporanea che avrebbe dovuto sorgere sul piazzale. Per questo, in previsione di un allungamento dei tempi per la ripresa del cantiere, il commissario straordinario Antonio Poggiana e il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi avevano presentato a inizio marzo un piano “B” che sarà operativo entro settembre, dopo i necessari interventi di adeguamento da eseguire in continuità con il servizio, vale a dire con i pazienti comunque accolti a Cattinara.
In questa prima fase si procederà solo con il rinnovo della sala d’attesa e di stoccaggio barelle mentre successivamente partirà il previsto il trasferimento della sala gessi. Questo primo lotto ha un valore di poco inferiore ai 36 mila euro, 45 mila comprensivi di iva, che ha consentito di procedere con una gara semplificata arrivando poi all’affidamento alla ditta Cerbone.
È stato invece pubblicato a inizio luglio il decreto di Poggiana per l’acquisto di macchinari per un totale di 208 mila e 500 euro sempre per il Pronto soccorso. Nel dettaglio si tratta di 4 monitori multiparametrici carellati (40 mila euro totali), l’ampliamento del sistema monitoraggio esistente con ulteriori 4 posti composti da monitor multiparametrici carellati, moduli monitor da trasporto e monitor ripetitori (per un totale di 80.500 euro), un ventilatore polmonare (12 mila euro), un ecografo (35 mila euro), due defibrillatori (32 mila euro) e due aspiratori alto flusso (9 mila euro). Oltre all’aspetto logistico sarà attivata anche la Rau (Rapid assessment unit) ovvero una unità composta da un medico, un infermiere ed un Oss per smaltire in tempi rapidi il 30% dei codici verdi che non richiedano un approfondimento. Proprio i codici verdi rappresentano il 50% degli accessi totali, che mediamente sono 6 mila al mese, al Pronto soccorso. Il costo totale degli interventi sarà alla fine di 320 mila euro. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








