La protesta degli ultras e dei tifosi fuori dal Rocco: «Noi siamo la Triestina»

Già da tempo il tifo organizzato aveva annunciato la volontà di disertare lo stadio in segno di protesta. Gli striscioni dei manifestanti: «Noi siamo la Triestina»

Guido Roberti
La protesta dei tifosi fuori dallo stadio Rocco (Bruni)
La protesta dei tifosi fuori dallo stadio Rocco (Bruni)

Dieci anni per ripiombare nello stesso incubo, una scossa tellurica sul presente, un dirupo un passo più avanti, nel futuro. Questo è quel che vedono i tifosi della Triestina in questo momento. Fuori dallo stadio Rocco un messaggio forte e chiaro trasmesso alla proprietà (quella attuale, quella targata Lbk).

La protesta dei tifosi fuori dal Rocco: «Noi siamo la Triestina»

Storia, simboli e sentimenti non sono merce di scambio, non si comprano. Non è certamente bastato immettere 3,5 milioni nelle casse per assolvere dalle colpe di chi in due anni ha fatto terra bruciata, perdendo ogni tipo di contatto con la comunità cittadina.

Triestina Calcio, assalto del Lecco in un Rocco quasi deserto
Sugli spalti del Rocco dovrebbero essere presenti poche centinaia di tifosi (Foto Massimo Silvano)

La quasi totalità della tifoseria non perdona. E così mentre in campo va in scena un surreale Triestina-Lecco tra il tambureggiare dei soli tifosi lecchesi, fuori, ai cancelli d’ingresso della curva Furlan, centinaia di tifosi si sono radunati. Circa 200. Un tuffo in dolorosi ricordi. Il precedente appunto catapulta indietro di dieci anni.

Era il 7 settembre 2015. Cori ed epiteti allora erano rivolti verso Pontrelli, analogamente in campo c’era una squadra senza marchio, disconosciuta dalla quasi totalità del tifo mente fuori, sulla via Miani ed in corteo, sfilavano i “Valmaura defender”. Avrebbero tutti fatto volentieri a meno di rivivere certe scene.

Preso di mira in particolare Alex Menta, reo di aver dilapidato le risorse dei primi venti mesi di gestione. Saranno le prossime ore ed i prossimi giorni a dire se davvero vi è una qualche svolta societaria o meno. Intanto, per certo, anche questo 30 agosto 2025 passerà a suo modo alla storia, tra le pagine più tristi. Anche per quei ragazzi che in campo non godono del tifo e, in un modo o nell’altro, onorano una maglia. Rossa sì, alabardata no.

Riproduzione riservata © Il Piccolo