Quel sesso per solitudine o trasgressione

La psicoterapeuta Bottino: «Ci sono molte spiegazioni per il comportamento dei 51 denunciati»

Margherita Bottino, psicologa e psicoterapeuta, esercita da anni a Trieste. È responsabile del progetto “Pegaso” dell’Istituto Gestalt in collaborazione con Arcigay, uno sportello di ascolto e consulenza gratuita per omosessuali, bisessuali, transessuali e loro familiari.

Come valuta l’intero caso?

Non è possibile dare una spiegazione univoca su 51 persone identificate, perché ognuna ha il proprio vissuto. Una parte di questi comportamenti può essere motivata dal fatto che gli omosessuali da secoli subiscono uno stigma sociale che li ha obbligati a nascondersi. Gay e bisessuali delle generazioni passate, vittime dell’omofobia, hanno a volte utilizzato luoghi semipubblici per incontrarsi come parchi e bagni.

L’età media dei denunciati è piuttosto elevata.

In effetti è di oltre 50 anni, tra cui numerosi pensionati. Può essere che alcuni di loro siano vittime di una cultura della clandestinità, perché non hanno mai avuto l’opportunità di costruire relazioni reciproche e aperte con altri partner e hanno sviluppato una sessualità centrata solo su incontri anonimi e fugaci.

Perché proprio il bagno di un giardino pubblico?

Parchi e giardini possono essere luoghi tipici di incontro per chi fa fatica a vivere la propria sessualità serenamente. Alcune potrebbero essere persone sole che non riescono a trovare partner attraverso altre modalità perché hanno interiorizzato solo quella. Molti anziani gay e bisessuali, quando avevano vent’anni, hanno appreso una sessualità mozzata dall’affetto e praticata furtivamente.

Fenomeni di questo tipo sono quindi la conseguenza di una società ancora omofoba?

Più le persone saranno in grado di vivere la propria omosessualità o bisessualità in maniera completa e naturale, e meno sentiranno il bisogno di ricorrere a questi comportamenti che - in alcuni casi - sono riconducibili a quei fenomeni di sofferenza quali l’omofobia interiorizzata.

Incontri del genere nei bagni pubblici sono prerogative degli omosessuali?

Farei attenzione a non associare tout court questo tipo di incontri all’orientamento omosessuale, che è un mondo variegato, esattamente come l’orientamento eterosessuale, in cui esistono relazioni forti e salde, tanto che la richiesta di poter costruire coppie e famiglie tra persone dello stesso sesso è sempre più diffusa.

Una spiegazione potrebbe essere anche il desiderio di trasgressione?

C’è anche chi cerca solo il brivido del proibito, del rischio, dell’incontro occasionale, fino a casi di esibizionismo, ma ciò prescinde dall’orientamento sessuale. Perché casi e situazioni simili esistono allo stesso modo per incontri tra uomo e donna. (g.s.)

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