«Quelli che dileggiano Cisint vanno in piazza con le Sardine»

Dall’esposto all’affondo politico è un attimo. All’indomani della comunicazione urbi et orbi del sindaco Anna Cisint che alla massima assise, lunedì, ha reso noti «fatti che hanno passato il limite», attinenti la piazza virtuale del web dove ha letto con sconcerto frasi «offensive nei confronti della magistratura», e per le quali ha depositato un esposto querela a sua firma in Procura a Gorizia, assistita dall’avvocato Caterina Belletti, il centrodestra serra le fila e compattamente si schiera dalla sua parte. Stigmatizzando, con Ciro Delpizzo, presidente della Prima commissione, anche l’opposizione (con eccezione del grillino Gualtiero Pin) per la mancata solidarietà o, quanto meno, «presa di distanza» dalla pagina social contestata e dai contenuti esposti.
Il primo a farsi vivo, verso le 9, è però il segretario cittadino e assessore leghista Massimo Asquini: «È da molto tempo che sindaco e giunta vengono pesantemente offesi sui social. Io penso sia ora di finirla, perché a tutto c’è un limite». «L’intera maggioranza si è detta solidale a Cisint in aula, mentre dall’opposizione neanche una parola, a parte la dichiarazione isolata di Pin – ha concluso –. Ma non stupisce perché poi, quelli che offendono, che mettono i like sui posti che dileggiano il sindaco, vanno tutti a sfilare in piazza con le sardine e contro la Lega, ovviamente, i fascismi o i razzismi».
È Delpizzo, tuttavia, a lanciare la reprimenda, orientata in particolare a Cristiana Morsolin, consigliere de La Sinistra: «Mi sono molto meravigliato delle sue esternazioni, perché anziché preoccuparsi di un aspetto della vicenda, ch’era quello di prendere le distanze come fatto da Pin, ma non da Pd, La Sinistra o la finta lista civica di Furfaro, tra parentesi lei può continuare a incensarsi come referente dei cittadini, ma quella è una civica mascherata messa lì da Enrico Gherghetta, uno che più politico di così non esiste, ha posto questioni tecniche». «La buona politica – ancora Delpizzo – dovrebbe saper prendere le distanze da certi comportamenti, tanto più se scende in piazza con le sardine per la normalizzazione dei toni. Un bravo consigliere dovrebbe innanzitutto stigmatizzare le condotte discutibili, dire che certe cose non vanno fatte e poi semmai porre i temi tecnici». «Mi spiace – ha concluso – che questa opposizione non abbia colto l’occasione perché l’imbarbarimento è anche questo: non prendere le distanze, per uno che ha una responsabilità politica, equivale ad alimentare certi costumi». Quindi l’azzurro Giuseppe Nicoli: «Voglio portare solidarietà al sindaco sulle gravi offese ricevute nei mesi, stigmatizzando anche l’attacco alla magistratura fatto in un post da una donna. Il confronto politico non può basarsi sulle offese personali come evidenziato ieri in Consiglio». «La Sinistra, ormai lontana dai cittadini e priva di contenuti politici, attua solo azioni denigratorie che nulla hanno a che fare con la politica e il bene comune dei monfalconesi».
Come specificato da Cisint nell’ultimo esposto è da inizio mandato che si trova a essere oggetto di «attacchi di ogni genere, dall’insulto sessista» (ricorda l’accusa di essere la «badante del podestà di Gorizia») all’insinuazione di aver usato fondi pubblici del Comune per andare a Venezia a vedere la partita di basket del figlio del suo compagno. –
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