Rapinavano i connazionali arrestate le menti della banda

Le indagini erano partite dopo la denuncia di un uomo di San Pier vittima di uno dei tanti raid. Il gruppo si muoveva grazie a una fitta rete di informatori



Con l’arresto di quelle che sono considerate le due menti della banda, i carabinieri di Gorizia hanno di fatto messo la parola fine alla complessa indagine “Crimini d’Oriente”, l’operazione che lo scorso anno aveva fatto scattare le manette ai polsi di sei persone. L’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Venezia su richiesta della Procura di Gorizia nei confronti del quarantunenne Jin Jian Jun e del trentenne Hong Wen Wu ha chiuso il cerchio intorno al gruppo di cittadini cinesi che terrorizzava i propri connazionali con violente rapine a mano armata in tutto il Centro-Nord Italia. A loro carico sono emerse almeno tre rapine in appartamento e otto furti.

Le indagini del Nucleo investigativo del comando provinciale isontino erano partite in seguito alla denuncia presentata da un uomo di San Pier d’Isonzo vittima di uno dei tanti raid. La banda aveva base a Padova e si muoveva sempre a colpo sicuro grazie a una fitta rete di informatori compiacenti che segnalava la presenza di denaro o di preziosi. Nel caso di San Pier si trattava di una collaboratrice domestica; nel caso di un affittacamere di Mestre (che aveva scosso l’opinione pubblica non solo veneta), i basisti erano due dipendenti della stessa struttura recettiva. In quest’ultimo caso, venivano segnalati i clienti che tornavano dal casinò con ingenti vincite. La banda agiva intimidendo le vittime con armi da fuoco o da taglio, le rendeva inoffensive imbavagliandole e immobilizzandole con fascette di plastica “lega tubi” e poi portava via ciò che trovava.

Nel sottolineare la pericolosità sociale della banda, il tenente colonnello Pasquale Starace ricorda che i componenti del gruppo si muovevano sicuri, facendo affidamento sulla ritrosia delle vittime - tipica dell’ambiente cinese - a denunciare i furti e le rapine alle forze dell’ordine.

I criminali non hanno però fatto i conti con il compagno italiano della connazionale di San Pier d’Isonzo. Per nulla intimidito, l’uomo si è rivolto ai carabinieri e dopo una lunga indagine, resa complessa dal fattore linguistico e dal fatto che la banda poteva contare sull’appoggio logistico fornito dai connazionali di Padova e Prato, ma anche di Napoli, il cartello è stato smantellato prima con l’arresto di sei persone tra l’agosto e l’ottobre dello scorso anno, poi con queste due nuove ordinanze di custodia cautelare. Jin Jian Jun è stato arrestato a Torino (dove ha di fatto base anche se risulta senza fissa dimora) e associato alla casa circondariale del capoluogo piemontese. Hong Wen Wu, invece, è stato raggiunto dal provvedimento di custodia cautelare in carcere a Gorizia dove si trova già detenuto per altri motivi. —



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