Rapine ai discount, catturato il complice

È un kosovaro di 43 anni senza fissa dimora. Il bandito col tatuaggio (che lunedì aveva i guanti) si chiama Matteo Somma, 24 anni
Di Corrado Barbacini
Lasorte Trieste 16/04/13 - Questura, Rapine Supermercati, Taglierino
Lasorte Trieste 16/04/13 - Questura, Rapine Supermercati, Taglierino

Si chiama Matteo Somma e ha 24 anni. I simboli di una stella e un serpente appaiono sulla sua mano destra. L’altra sera - per evitare di essere individuato mentre metteva a segno una rapina alla cassa del supermercato Dpiù di via del Destriero - aveva messo un paio di guanti bianchi. Gli sono serviti poco. Perché, dopo una breve colluttazione, è stato bloccato da un ispettore della polizia che stava facendo la spesa con la famiglia e lo seguiva a pochi metri. È in carcere accusato non solo della rapina al discount di via del Destriero, ma anche per quella messa a segno sabato scorso nel supermercato di via Diaz in cui era stato ferito il titolare con un taglierino. E anche l’altra sera Somma impugnava il taglierino e lo aveva puntato alla schiena del titolare del discount.

Preso dai poliziotti della Squadra mobile anche il secondo bandito, il complice di Matteo Somma. Si chiama Safet Dermaku, 43 anni, di origine kossovara e senza fissa dimora. Con una lista lunghissima di precedenti penali tra cui anche una violenza sessuale a una barista obbligata ad avere un rapporto sotto la minaccia di un coltello.

L’ultimo capitolo della storia del rapinatore tatuato è cominciato l’altra sera attorno alle 19.30. A quell’ora circa un giovane che indossava una felpa con il cappuccio sulla testa e aveva un paio di occhiali scuri è entrato nel supermercato di di via Del Destriero. Come è accaduto nel market di via Diaz ha girato lungo i corridoi e da uno scaffale ha preso una lattina di birra.

Giunto all’unica cassa ancora aperta il bandito ha trovato il gerente Daniele Busan. Ha estratto il taglierino dalla tasca della felpa e poi lo ha puntato prima sulla schiena del commerciante e poi sul collo. Busan non ha reagito, ma ha solo cercato di prendere tempo. Questo per consentire al collega Gabriele Savi che nel frattempo si era accorto di quello che stava accadendo di bloccare le porte automatiche. Poi - costretto - ha aperto il cassetto. E qui è entrato in gioco l’ispettore della polizia che era andato al supermercato per fare la spesa. Si trovava in quel momento a pochi metri e giunto alla cassa si è reso conto che quella era una rapina. Il poliziotto non ha esitato: ha praticamente sollevato di peso il bandito che poi è stato sbattuto a terra e bloccato grazie all’aiuto del gerente e del dipendente. Poi gli ha tolto i guanti di cotone e ha scoperto i tatuaggi, praticamente la firma del colpo al market di via Diaz.

Subito è scattato l’allarme. Dopo due minuti due agenti della Digos sono entrati nel supermercato di via Del Destriero con le pistole in pugno. I poliziotti della “politica” stavano passando per piazza Foraggi a pochi metri dal discount. Dall’auto “civetta” hanno risposto subito subito all’allarme della Sala operativa mentre stavano rientrando in questura da un servizio. Passati alcuni minuti sono poi giunti gli investigatori della Squadra mobile e le volanti.

E nella notte - dopo il primo interrogatorio in Questura di Matteo Somma - gli agenti della Squadra mobile hanno avuto il nome dell’ altro bandito, del complice di via Diaz. Saet Dermaku è stato bloccato all’alba dopo una ricerca porta a porta. È stato accompagnato in Questura e poi ieri mattina è stato riconosciuto dal titolare del supermercato di via Diaz. Che aveva già dato l’ok anche per Somma.

Sono scattati altri accertamenti, per esempio riguardanti le impronte digitali lasciate dai banditi nei due colpi. Ma per la polizia Somma e Dermaku avrebbero messo a segno altre rapine in questi ultimi tempi. Ed è in questa direzione che puntano le indagini. Oggi intanto i due arrestati saranno interrogati in carcere dal giudice Laura Barresi.

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