Razzini gongola, ma Nicoli “chiude” i Comitati

C’è chi, come il leghista di lungo corso Federico Razzini, guardando alla partita del rione Centro immaginava la vittoria paragonandola a un «primo passo verso la presa di Monfalcone». Insomma, una prova tecnica in vista delle elezioni amministrative, posto che - citando sempre l’esponente del Carroccio - stavolta alla competizione per il parlamentino si presentava «la Giuliana Garimberti assieme a un gruppetto finalmente non comunista». Ma se il centrosinistra ha forse evidenziato un fianco scoperto nel pungolare i suoi a partecipare alle votazioni per piazzare una figura “amica”, anche il centrodestra, nonostante la presidenza strappata lunedì, manifesta una certa difficoltà a conciliare le posizioni.
Per un Razzini prevedibilmente gongolante c’è infatti un forzista Giuseppe Nicoli (che già aveva affossato i comitati di quartiere chiedendone la chiusura perché «inutili») convinto nello stigmatizzare l’uso politico degli organismi, anche dopo il successo registrato dagli alleati. Così rispondeva l’altra sera a una interlocutrice in un post di Facebook sul punto: «Chi fa campagna elettorale con i comitati di sicuro non sono io che intendo chiuderli». E poi citava una mail di Razzini «che esortava a votare una certa candidata». «Magari - concludeva sempre nel post - la rendo pubblica nel prossimo Consiglio comunale dove presenterò l’interpellanza sulla chiusura dei rioni».
Anche ieri Nicoli ha ribadito i suoi pilastri, oltre all’intenzione di spazzar via i parlamentini: «Forza Italia il prossimo anno alla guida dell’amministrazione comunale metterà in campo degli strumenti di monitoraggio e controllo del territorio in stretta collaborazione con la giunta per una seria programmazione e pianificazione degli interventi, sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione».
Posizione agli antipodi di Monfalcone Domani e Lega, dunque, i principali alleati. Che anzi fa trapelare l’intenzione a correre da solo, magari appoggiato a un «gruppo di lavoro vicino al partito», alle amministrative future. La ritrovata unione del centrodestra, espressa nella lotta per l’automedica, è durata l’arco di un mese. Ma Nicoli dunque si candida sindaco? «Penso di sì - la sua replica -. Il partito mi chiederà di farlo e io risponderò. Del resto noi di Fi abbiamo delle priorità amministrative che divergono da quelle di Cisint e Lega». Insomma, sarà almeno a due nel centrodestra la corsa per la poltrona più ambita di Monfalcone.
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