Una trentina di candidati al recruiting day triestino di Emirates

Gli aspiranti assistenti di volo hanno avuto un minuto per convincere i selezionatori: «È la quarta volta che tento, speriamo sia la volta buona»

Roberta Mantini
Il pannello del recruiting day all’NH Hotel di Trieste (foto Andrea Lasorte)
Il pannello del recruiting day all’NH Hotel di Trieste (foto Andrea Lasorte)

Lavorare come cabin crew per Emirates, tra viaggi intercontinentali e una nuova vita a Dubai, è un’ambizione condivisa da molti giovani. Dopo la candidatura online e una prima fase di selezione, si è svolto a Trieste l’open day con i recruiter della compagnia aerea di Dubai all’Nh Hotel per i colloqui in presenza.

Alla selezione, articolata in due fasi, hanno partecipato una trentina di giovani provenienti da Trieste, Udine, altre zone d’Italia e dall’estero, tra cui Ungheria, Giappone e India. La ricerca di personale in Italia (attualmente sono quasi un migliaio gli italiani nell’azienda) arriva, in uno dei momenti importante della storia di Emirates: il riammodernamento degli A380 con l’inserimento della nuova classe Premium Economy, la consegna della nuova flotta di Airbus A350 e di quella Boeing 777-X.

L’annuncio di ricerca di nuovo personale di bordo era indirizzata a quanti a breve si affacceranno al mondo del lavoro o per chi ha cominciato da poco a muovere i primi passi nel settore dell’hospitality. La mattinata è stata dedicata a un incontro introduttivo, durante il quale la responsabile del recruiting ha illustrato ai candidati lo stile di vita a Dubai, i benefit e il percorso di formazione previsto per le nuove risorse destinate alla flotta.

Successivamente, i partecipanti hanno sostenuto una breve prova di presentazione: in circa un minuto, ciascuno ha raccontato le proprie caratteristiche personali e le ambizioni professionali. Non sono mancati momenti di interazione diretta con i selezionatori, che hanno posto domande pratiche e situazionali, ad esempio su come si sarebbero comportati trovandosi di fronte a un passeggero famoso.

Al termine di questa prima fase, circa metà dei candidati è stata esclusa; gli altri hanno avuto accesso al secondo step di selezione. Per molti, l’eliminazione ha rappresentato un momento di delusione e di sogni infranti.

È il caso di Stefano Voivoda, triestino ventenne, che guarda comunque al futuro pensando a un nuovo tentativo tra sei mesi. «Non avevo una grande idea di come si sarebbe svolta la giornata – racconta –. Mi aspettavo, e sono state date, informazioni sul lavoro e sullo stile di vita a Dubai. Mi hanno scartato, ma non mi hanno detto il motivo».

Non ha proseguito nemmeno l’udinese Jacopo Treu, 22 anni. «Ci tenevo molto – spiega – perché mio papà è dell’Aeronautica militare e mi sarebbe piaciuto viaggiare. Però credo di avere ancora poca esperienza nel campo della ristorazione e del customer care. Dovrei lavorare ancora, magari in un ristorante o come receptionist, per superare questa prova».

Tra chi invece spera di arrivare fino in fondo c’è Marriana Peano, 28 anni. «È un sogno che inseguo da un paio d’anni. Non è la prima volta che provo Emirates, ma la quarta. Spero che sia quella buona. Finora ci hanno chiesto soprattutto la nostra esperienza con il pubblico e vicino a chi vorremmo sederci su un volo Emirates: io ho scelto Kakà».

Deluso anche Emanuele Molfino, arrivato da Segrate. «È un’opportunità enorme di cambiamento di vita. Purtroppo sono stato escluso già alla prima selezione e sono rimasto scioccato. Mi piacerebbe sapere perché, ma Emirates non lo spiega per policy aziendale».

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