Una trentina di candidati al recruiting day triestino di Emirates
Gli aspiranti assistenti di volo hanno avuto un minuto per convincere i selezionatori: «È la quarta volta che tento, speriamo sia la volta buona»

Lavorare come cabin crew per Emirates, tra viaggi intercontinentali e una nuova vita a Dubai, è un’ambizione condivisa da molti giovani. Dopo la candidatura online e una prima fase di selezione, si è svolto a Trieste l’open day con i recruiter della compagnia aerea di Dubai all’Nh Hotel per i colloqui in presenza.
Alla selezione, articolata in due fasi, hanno partecipato una trentina di giovani provenienti da Trieste, Udine, altre zone d’Italia e dall’estero, tra cui Ungheria, Giappone e India. La ricerca di personale in Italia (attualmente sono quasi un migliaio gli italiani nell’azienda) arriva, in uno dei momenti importante della storia di Emirates: il riammodernamento degli A380 con l’inserimento della nuova classe Premium Economy, la consegna della nuova flotta di Airbus A350 e di quella Boeing 777-X.
L’annuncio di ricerca di nuovo personale di bordo era indirizzata a quanti a breve si affacceranno al mondo del lavoro o per chi ha cominciato da poco a muovere i primi passi nel settore dell’hospitality. La mattinata è stata dedicata a un incontro introduttivo, durante il quale la responsabile del recruiting ha illustrato ai candidati lo stile di vita a Dubai, i benefit e il percorso di formazione previsto per le nuove risorse destinate alla flotta.
Successivamente, i partecipanti hanno sostenuto una breve prova di presentazione: in circa un minuto, ciascuno ha raccontato le proprie caratteristiche personali e le ambizioni professionali. Non sono mancati momenti di interazione diretta con i selezionatori, che hanno posto domande pratiche e situazionali, ad esempio su come si sarebbero comportati trovandosi di fronte a un passeggero famoso.
Al termine di questa prima fase, circa metà dei candidati è stata esclusa; gli altri hanno avuto accesso al secondo step di selezione. Per molti, l’eliminazione ha rappresentato un momento di delusione e di sogni infranti.
È il caso di Stefano Voivoda, triestino ventenne, che guarda comunque al futuro pensando a un nuovo tentativo tra sei mesi. «Non avevo una grande idea di come si sarebbe svolta la giornata – racconta –. Mi aspettavo, e sono state date, informazioni sul lavoro e sullo stile di vita a Dubai. Mi hanno scartato, ma non mi hanno detto il motivo».
Non ha proseguito nemmeno l’udinese Jacopo Treu, 22 anni. «Ci tenevo molto – spiega – perché mio papà è dell’Aeronautica militare e mi sarebbe piaciuto viaggiare. Però credo di avere ancora poca esperienza nel campo della ristorazione e del customer care. Dovrei lavorare ancora, magari in un ristorante o come receptionist, per superare questa prova».
Tra chi invece spera di arrivare fino in fondo c’è Marriana Peano, 28 anni. «È un sogno che inseguo da un paio d’anni. Non è la prima volta che provo Emirates, ma la quarta. Spero che sia quella buona. Finora ci hanno chiesto soprattutto la nostra esperienza con il pubblico e vicino a chi vorremmo sederci su un volo Emirates: io ho scelto Kakà».
Deluso anche Emanuele Molfino, arrivato da Segrate. «È un’opportunità enorme di cambiamento di vita. Purtroppo sono stato escluso già alla prima selezione e sono rimasto scioccato. Mi piacerebbe sapere perché, ma Emirates non lo spiega per policy aziendale».
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