Referendum, stop alla distinzione di genere ai seggi: «A Trieste afflusso continuo»

Tra le criticità segnalate la scuola Stuparich non accessibile ai disabili. Lavori alla Pitteri, si va al Carli

Valeria Pace
Uno dei seggi a Trieste (Bruni)
Uno dei seggi a Trieste (Bruni)

Ai seggi di Trieste, domenica, il flusso di votanti è stato continuo. Tra le 15 e le 16 in diversi seggi si è raggiunta un’affluenza superiore al 30%.

«Non abbiamo mai avuto un momento di pausa», afferma la fiduciaria del seggio allestito alla Ruggero Manna. Qual è l’identikit di chi si è recato alle urne? «Un po’ di tutto, tanti anziani ma anche diversi giovani». Notevole, perché il voto della domenica mattina solitamente è appannaggio dei più âgé.

L’afflusso è stato continuo anche all’Isis Carducci-Dante di via Giustiniano, dove spunta un’altra curiosità: «Quest’anno abbiamo visto più cani del solito. Qui siamo amici dei quattro zampe», commenta con un sorriso la fiduciaria.

Referendum giustizia, affluenza record nella prima giornata di voto. Oggi urne aperte dalle 7 fino alle 15
In coda per votare

Il tema della giustizia ha mobilitato i triestini? «È un voto su chi ti sta simpatico, o l’una o l’altra – è l’analisi di un elettore di 86 anni, alludendo a Meloni e Schlein –. A me nessuna delle due, quindi è più difficile».

Alla sezione dedicata ai disabili alla scuola Manna, alle 15 si è già raggiunto il 34% di affluenza: «È di gran lunga la più alta degli ultimi anni», osserva la presidente. Ma al seggio allestito alla media Stuparich, lamentano online, «disabili e chiunque non sia in grado di fare due rampe di scale non può votare, devono recarsi alla scuola di via Forlanini». Altra piccola disavventura è quella di alcuni elettori di San Vito, che si sono recati alla Pitteri per votare, ma non hanno trovato il seggio: la scuola è in ristrutturazione e le otto sezioni sono trasferite al Carli.

In diverse sezioni, poi, si sono visti rappresentanti di lista, dichiaratamente studenti o lavoratori fuori sede. Questo l’unico modo per potersi esprimere se impossibilitati a tornare nel comune di residenza: «L’ho fatto anche io all’università – commenta una scrutatrice –. Se non si decidono a fare una legge...».

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Udine 21 marzo 2026 - Referendum, seggio Scuola Fermi - Foto Petrussi

A permettere la consultazione sono le tante persone che si mettono a disposizione della comunità. Tra loro ci sono i veterani, presidenti di lungo corso che a ogni tornata elettorale riconoscono le stesse facce. In questa tornata, però, c’è un nutrito contingente di scrutatori con l’anno di nascita successivo al 2000. Tra loro alla Carducci-Dante c’è anche Pietro, 19 anni. Giovanissimo, ma già alla seconda esperienza nel ruolo: «Mia mamma lo fa sempre e ha consigliato anche a me di provare». Una classe più in là c’è Matteo Mancini, 27 anni, segretario. È già alla quarta esperienza nella macchina elettorale: «Tanti miei amici hanno iniziato anche prima di me. Io ho iniziato dopo aver fatto il rappresentante di lista. So che c’è sempre bisogno».

La grande novità di quest’anno? Stop ai registri divisi per genere, ora è il discrimine è dato dall’ordine alfabetico. «Ha colto di sorpresa anche noi, ma era ora», commenta una presidente. —

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