Regione, i sei assessori esterni costeranno 1,3 milioni

TRIESTE. Sei stipendi extra costeranno alla Regione circa 963mila euro in più all’anno. Cifra cui aggiungere la quota del vitto, altri 53mila euro, e quella da prevedere per l’indennità di fine mandato, più o meno 322mila euro. Totale: oltre 1,3 milioni. Si tratta delle indennità, dei rimborsi e dei privilegi della Casta da accantonare per i non eletti chiamati in giunta da Debora Serracchiani: dall’ex rettore dell’Università di Trieste Franceso Peroni al presidente del Miela Gianni Torrenti, dal direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera di Udine Maria Sandra Telesca alla docente universitaria in quota Sel Loredana Panariti, dall’ex assessore della giunta Honsell Maria Grazia Santoro al Cittadino Paolo Panontin.
Opposizione all’attacco
«Un inopportuno aumento della spesa pubblica». Il centrodestra, che pure di esterni ne aveva piazzati sette a inizio legislatura nel 2008, chiudendo poi con cinque, ha subito attaccato il massiccio ricorso agli assessori “paracadutati” della neonata giunta Serracchiani. E Isidoro Gottardo ha rilevato velenosamente (“Excusatio non petita, accusatio manifesta”) il concomitante annuncio del contenimento dei costi della politica inserito nel menu della giunta odierna, la prima del nuovo corso.
La manovra di “contenimento”La neopresidente della Regione ha infatti già chiarito che il peso degli esterni, a conti fatti, non si sentirà. E che dunque quel milione e 300mila euro in più rispetto a un esecutivo fatto di sole forze elette rimarrà solo “virtuale”, posto che la razionalizzazione dei costi per gli incarichi pubblici porterà a un complessivo risparmio sulla precedente gestione Tondo. Proprio l’ex governatore aveva avviato a sua volta un percorso di tagli. Dopo essere partito nel 2008 con una giunta a dieci caselle, di cui sette esterne (Angela Brandi, Andrea Garlatti, Vladimir Kosic, Roberto Molinaro, Riccardo Riccardi, Sandra Savino, Federica Seganti), si è ritrovato a concludere il mandato con otto assessori di cui cinque esterni (con Molinaro, Riccardi, Savino, Seganti e anche Angela Brandi). Avesse vinto, stando alle promesse della campagna elettorale, il centrodestra avrebbe governato con due soli esterni. Serracchiani, invece, ha optato per sei non eletti. Questione di competenze, è stato spiegato, e di mani libere per i consiglieri chiamati a dare il proprio contributo soprattutto in aula.
La spesa
Fatto sta che i costi aumentano. Perché ogni assessore esterno, come precisato dalla legge regionale 13/2003 che fissa per gli esponenti della giunta, oltre all’indennità mensile (attualmente di 10.291 euro lordi), anche un’indennità di carica pari al 60% di quella del presidente: si tratta di altri 3mila euro. Sommando per i sei esterni un anno di stipendi e di rimborsi vitto (735 euro mensili pro capite) e l’indennità di fine mandato (53.730 euro ciascuno per un mandato quinquennale) si arriva così a 1.338mila euro circa. Ci sarebbe stato anche il vitalizio ma da questa legislatura il sistema cambia: si passa dal retributivo al contributivo, e il sistema vale solo per gli eletti. Tutto questo, naturalmente, fino al momento in cui il programma Serracchiani non diventerà legge.
Il disegno della presidente
Un’operazione sicuramente al risparmio stando alle premesse. Già oggi in giunta approderanno le linee guida, da formalizzare in un ddl da portare all’attenzione dell’aula, che prevedono la riduzione dell’indennità di presenza (per i consiglieri e quindi anche per gli assessori), parametrata a quella di un sindaco capoluogo (circa 6.300 euro lordi al mese), e delle indennità di fine mandato; una drastica riduzione dei rimborsi spese individuali e delle spese dei gruppi consiliari; l'abolizione dei vitalizi. In agenda anche l'eliminazione del fondo di riserva a disposizione del governatore (Serracchiani chiederà altrettanto al presidente del Consiglio regionale) e la riduzione delle cilindrate delle auto blu. Quelle attualmente in uso sono le Bmw 525 D 3.0 197 cv. Il canone mensile (comprensivo di tutto tranne il rifornimento) pesa 1.948 euro mensili per ognuna delle 13 vetture a disposizione, un totale di 300mila euro all’anno.
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