Restano in carcere i tre iracheni protagonisti dell’accoltellamento

Restano in cella i tre iracheni protagonisti della rissa e dell’accoltellamento di mercoledì pomeriggio in piazza Libertà. Il gip Guido Patriarchi li ha interrogati e ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare in carcere.
Si tratta di Faqe Hwnar Nazm Faque (27 anni, difeso dall’avvocato Stefano Briscik, sostituito nell’interrogatorio dal collega Enrico Miscia), di Mohammed Sherzad Haji (23 anni, avvocato Antonio Zonta) e di Obded Islam (29 anni, avvocato Zonta). Questi, dunque, i loro nomi. Sono richiedenti asilo. I tre stranieri non hanno fornito spiegazioni soddisfacenti sul motivo della lite. Si sono limitati a far riferimento a un altro alterco, che sarebbe avvenuto in precedenza in piazza Goldoni, «con alcuni arabi» – così hanno detto –, collegato, sembra, a un’altra zuffa ancora.
Resta la pista della droga e del traffico di clandestini, sebbene nessuno dei tre abbia dato risposte in merito.
Il fascicolo di indagine è stato aperto dal pubblico ministero Federico Frezza. Con ogni probabilità la Polizia locale, che si occupa del caso, avrà il compito di passare al setaccio le telecamere installate nella zona, in modo da accertare con precisione la dinamica di quanto avvenuto.
Gli inquirenti hanno interrogato un testimone, un cittadino italiano che ha assistito alla prima parte della lite. Ha visto i migranti che si lanciavano bottiglie e sedie dei bar accanto.
Dalle ricostruzioni emerge che uno dei tre iracheni – Faqe Hwnar Nazm Faque, il ventisettenne che poi ha sferrato i fendenti – è stato inizialmente aggredito dagli altri due iracheni in piazza Libertà.
Lo straniero si è quindi allontanato per qualche minuto, ha comprato un coltello in un negozio di cinesi che si trova nella via attigua e si è vendicato colpendo i due connazionali. Le vittime hanno riportato ferite al torace e agli arti, ma non gravi.
In piazza e davanti ai bar vicini è scoppiato il panico, tra inseguimenti, bottiglie e posacenere che volavano. —
G.S.
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