Riecco lo spettro Covid Un negozio di Gradisca costretto alla quarantena

/ Gradisca
A Gradisca riaffiora improvvisa la preoccupazione-Covid e c’è chi deve purtroppo chiudere, precauzionalmente e temporaneamente, la propria attività. Sono 4 i nuovi casi di contagio accertati nelle ultime ore: tre persone del luogo, più un positivo al Centro per i rimpatri. Un’impennata che nelle ultime ore aveva portato a quota 7, perlomeno secondo il bollettino giornaliero della Protezione civile regionale, il dato relativo agli attualmente positivi sul territorio comunale. In realtà, da ulteriori controlli incrociati con i dati dell’Azienda sanitaria, il dato reale è leggermente più basso e si attesta sulle 5 unità. Non per questo un numero meno preoccupante. I tre nuovi contagi “autoctoni” vanno ad aggiungersi al caso – fortunatamente in fase di guarigione – dell’impiegata delle Poste risultata positiva alcune settimane or sono. Si tratterebbe di due ceppi distinti: due persone con un legame familiare e un singolo. Per nessuno di loro, comunque, si è reso necessario il ricovero. L’ospite del Cpr è stato invece posto in isolamento in una struttura peraltro già blindatissima di suo. I due “casi fantasma” ulteriori che sballavano i conteggi riguardavano – invece – due positività riscontrate al villaggio per le quarantene adiacente allo stesso Cpr, ma immediatamente trasferite in altra struttura per scongiurare allontanamenti o promiscuità. E dunque sparite dai report.
All’ombra del Leone di San Marco, ad ogni modo, la preoccupazione è tutta per i nuovi contagi accertati in paese. Perlomeno uno dei casi positivi sarebbe in qualche modo riconducibile alla storica bottega emporio di via Bergamas, le cui serrande sono abbassate per malattia da qualche giorno. Trattandosi di un negozio a conduzione familiare, rimasto al fianco dei gradiscani durante tutto il lockdown per la sua tipologia merceologica, l’improvvisa chiusura non è certo sfuggita alla cittadinanza. Un danno economico per la storica bottega e un disagio anche per l’utenza che tutti sperano si risolva presto.
La positività non riguarderebbe peraltro le titolari, ma un loro familiare che avrebbe scoperto di essere stato contagiato dal coronavirus di rientro in città, rintracciato e sottoposto al tampone da Asugi dopo che un (o una) compagno di viaggio si è sentito male. La chiusura sarebbe dunque legata all’inevitabile quarantena cui ora devono essere sottoposti i congiunti. Uno scenario che il sindaco della cittadina della Fortezza, Linda Tomasinsig, non conferma né smentisce. «Quello che posso dire è che corrisponde al vero che ci sono nuovi casi di contagio da SarsCov2 in città – ammette –. Si tratta di due situazioni non collegate fra loro: una riguarda un solo individuo, mentre nell’altro caso c’è un rapporto familiare fra i contagiati. L’Azienda sanitaria sta procedendo con il tracciamento di eventuali contatti “a rischio” avuti da queste persone nell’ultimo periodo. Ho voluto sentire le famiglie e mi dicono che fortunatamente i sintomi sono leggeri se non assenti. A ciò si aggiunge la positività di un trattenuto del Cpr, ma risale a qualche giorno fa. Mi attendo che non ci siano “cacce all’untore” quanto piuttosto che il riaffiorare di casi in città ammonisca sulla necessità di non sottovalutare la situazione: l’uso della mascherina, l’igiene personale e il distanziamento sociale, è dimostrato, concorrono a ridurre i rischi di contagio». –
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