Riprendono in città i cantieri dell’Ater Sistemazione di 16 alloggi in via Valentinis

Una mattina di fine luglio, periferia est di Monfalcone, via Valentinis. Lo scheletro di ferro attesta la ripresa dei lavori dell’Agenzia territoriale di edilizia residenziale per il check-up del proprio patrimonio, che sempre richiede interventi, manutenzioni, sopralluoghi dedicati, in un costante monitoraggio da parte degli inquilini.
L’allentamento della folle corsa del coronavirus ha reso possibile il riavvio dei cantieri pubblici. Così a Monfalcone l’Ater punta a mettere in atto il recupero della coppia di edifici ai civici 72 e 74 di via Valentinis. Il progetto prevede la ristrutturazione delle parti comuni e degli alloggi sfitti, affiancata a un maquillage esterno, per un totale di 16 unità abitative che verranno rimesse a nuovo.
Il tema è stato recentemente oggetto del Tavolo territoriale per le politiche abitative che ha visto il coinvolgimento di sindaci o rappresentanti dei Comuni del Basso Isontino e dei vertici dell’Ater martedì al palazzo municipale di piazza della Repubblica. Vi ha preso parte, per il Comune, Anna Cisint. Nel corso della riunione, dove si è fatto il punto sulla programmazione 2020, è emersa la necessità di adottare la procedura commissariale anche per gli interventi di edilizia residenziale, al fine di evitare le lungaggini imposte dalla burocrazia. Una “corsia preferenziale” sollecitata, nel suo tour nell’Isontino lunedì mattina, anche dal governatore leghista Massimiliano Fedriga.
Quanto ai progetti annunciati dall’Agenzia territoriale, cinque quelli delineati, per innovazione e finalità sociali, come priorità dall’assemblea e che saranno presentati alla Regione: uno appunto riguarda Monfalcone, con gli immobili popolari di via Valentinis 72 e 74. «La domanda di alloggi è alta, per questo la procedura commissariale può essere una soluzione utile per accelerare i tempi – ha affermato il sindaco di Monfalcone all’apertura dei lavori –. Nell’affrontare questi temi così delicati sarebbe quindi importante valutare la possibilità di procedere come ha già fatto la Regione per gli interventi di ripristino successivi alla tempesta Vaia». Una ripresa dunque del leit-motiv portato avanti dal segretario regionale del suo partito e presidente della Regione.
Quanto alle emergenze abitative, Cisint ha auspicato un ragionamento sugli appartamenti inutilizzati: «Va bene costruire nuovi stabili, ma sarebbe bene procedere nello stesso tempo alla sistemazione degli alloggi sfitti. Una strada da percorrere per lavori e manutenzioni è anche quella del 110 per cento, l’ecobonus, un’opportunità che a mio parere sarebbe da sfruttare. In questo senso ritengo che si potrebbe tentare anche la strada del coinvolgimento dell’Ance per un confronto con il comparto costruttori». Come spiegato da Silvio Pitacco, vicedirettore della Direzione centrale infrastrutture e territorio della Regione, il budget totale per il 2020 a beneficio del comparto casa ammonterà all’incirca a 13 milioni di euro, pressoché come lo scorso anno, anche se per avere la conferma è necessario attendere l’approvazione della legge finanziaria. Nei programmi, agli alloggi di via Valentinis, si aggiungono le sistemazioni dello stabile di viale dei Moreri 52 a Grado, dove figurano 24 appartamenti, e di una parte delle case Pater di Ronchi, per una decina di alloggi. Dovendo il tavolo indicare delle priorità, sulla base degli interventi dei rappresentanti dei vari enti si sono scelti i progetti di San Canzian, con i quattro appartamenti di via Caduti Donati, di Ronchi per un lotto delle case Pater articolato su 8-10 alloggi, di Grado per i 24 immobili di Argine dei Moreri e di Sagrado con l’intervento di housing sociale in via Acquedotto, in capo all’Ater. —
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