Ripubblicato “Vedrò Singapore?” con un cameo goriziano del 1932

“Gorizia mi si presentò con un volto straniero, austriaco, o meglio d’un tipo indefinibile. Lungo le vie, vidi un bel castello sopra una rocca addossata alla città”. Due date: novembre 1932, febbraio...

“Gorizia mi si presentò con un volto straniero, austriaco, o meglio d’un tipo indefinibile. Lungo le vie, vidi un bel castello sopra una rocca addossata alla città”. Due date: novembre 1932, febbraio 1981. Un nome: Piero Chiara. Un libro “Vedrò Singapore?”. La descrizione che l’autore luinese, scomparso nel 1986, affida alle pagine del romanzo risale, appunto, ai primi anni Trenta, quando Chiara arriva da queste parti dopo aver vinto un concorso per aiutante di cancelleria. Lo destinano alla Corte di Appello di Trieste, che aveva giurisdizione su un territorio sconfinato. Chiara scrive “Vedrò Singapore?” nel 1981 per Mondadori. Un altro successo. Perché parliamo di questo libro? Perché c’è Gorizia e perché Mondadori l’ha appena rieditato. Non c’è solo il capoluogo isontino nel romanzo. Ci sono Aidussina, Pontebba, Monfalcone e Trieste. C’è soprattutto Cividale con tanti personaggi strambi che fanno capolino tra le pagine. Alcuni proposti con le vere generalità, altri inventati. I luoghi, invece, sono tali e quali. Chiara scrive di aver sorbito un caffé in un elegante bar con il pavimento in marmo nero. Qual era il locale? Il Caffé Garibaldi o il Caffé Bratuz di via Mameli? Forse quest’ultimo, essendo più vicino alla stazione di Montesanto dove il giovane impiegato sale su un treno diretto ad Aidussina. “Vedrò Singapore?” al Mittelfest dell’anno scorso è diventato “Rivedrò Cividale?”, lettura scenica e guida itinerante sui luoghi di Chiara. Ripubblicando il libro, Mondadori ha fatto un gradito regalo a più di qualcuno. (ro.co.)

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