Riscaldamento negli alloggi Caccia Burlo di via Soncini a Trieste grazie a 3,3 milioni della Fondazione CRT

Nei 239 appartamenti risiedono oltre cinquecento inquilini: intervento anche sui serramenti e l’isolamento termico

Laura Tonero
Le palazzine gialle di via Soncini della Fondazione Caccia Burlo (Silvano)
Le palazzine gialle di via Soncini della Fondazione Caccia Burlo (Silvano)

Oltre cinquecento inquilini stanno trascorrendo un inverno più confortevole. Perché il loro alloggio è stato dotato di un moderno impianto di riscaldamento autonomo. Che ha sostituto vecchi sistemi di stufe e sfufette. Si tratta dei componenti delle famiglie che risiedono in 239 appartamenti della Fondazione Caccia Burlo. La riqualificazione energetica è stata possibile grazie al contributo complessivo di 3.280.500 euro della Fondazione CRTrieste, che si è fatta carico integralmente dell’intervento.

La conferenza stampa di presentazione (foto Massimo Silvano)
La conferenza stampa di presentazione (foto Massimo Silvano)

Nove gli stabili coinvolti e dislocati tra via Soncini (170 alloggi), via Timignano (71) e strada per Longera (72). L’intervento si è articolato in quattro lotti, «e ha visto una collaborazione per certi versi sorprendente degli inquilini, visto che i lavori hanno coinvolto alloggi nella maggior parte dei casi abitati», sottolinea la presidente della Fondazione Caccia Burlo, Lori Petronio. Che racconta di un gioco di squadra tra vicini di casa, passaggi di chiavi, supporto degli addetti ai lavori e personale della stessa Fondazione per consentire al cantiere di procedere quando gli inquilini non erano in casa, magari per esigenze lavorative. Un cantiere che quindi ha unito quella piccola comunità, e non ha diviso come spesso accade quando un edificio è soggetto a un intervento così importante.

Il primo lotto dei lavori è stato avviato nel 2020 e si è concentrato su tre stabili di via Soncini e uno in via Timignano. In alcuni casi andando a installare l’impianto di riscaldamento in alloggi che ne erano completamente sprovvisti.

Il secondo lotto, realizzato nel 2021, ha riguardato l’isolamento termico (copertura, cappotto e serramenti) dell’immobile di Strada per Longera 22. Il terzo lotto, completato nel novembre 2022, ha riguardato altri due edifici di via Soncini. Il quarto e ultimo lotto, concluso nei giorni scorsi, ha coinvolto altri 40 alloggi in via Soncini, per i quali sono stati realizzati il cappotto termico sulle quattro facciate degli stabili, l’isolamento termico del solaio e del sottotetto, e la sostituzione dei serramenti e dei sistemi oscuranti.

Ieri il presidente della Fondazione CRTrieste Massimo Paniccia e la presidente Petronio hanno constatato edificio per edificio la riuscita dei lavori, incontrando anche alcuni inquilini e predisponendo ulteriori interventi migliorativi. «Il progetto, anche grazie alla realizzazione del cappotto termico – così Paniccia – non solo migliora il comfort abitativo e riduce i consumi energetici, ma contribuisce in modo concreto alla tutela dell’ambiente, favorendo un minore impatto sul pianeta. Un beneficio reale che si riflette direttamente anche sulla qualità di vita delle famiglie locatari».

Un intervento che risponde a due delle mission della Fondazione CRTrieste quindi, che punta a migliorare la qualità della vita dei cittadini e alla tutela dell’ambiente. Tra l’altro, va considerato che la stessa Fondazione CRTrieste, che siede nel consiglio di amministrazione della Caccia Burlo, sostiene anche le famiglie che risiedono in quei complessi immobiliari e che, specialmente se con minori a carico, evidenziano delle severe difficoltà.

In totale la Caccia Burlo dispone di 298 alloggi, mediamente di piccole dimensioni, di cui 60 in via Flavia. Si tratta di soluzioni abitative “cuscinetto”, utili a famiglie o anche a singole persone che stanno attraversando un momento di difficoltà: da uno sfratto a una separazione, dalla perdita del lavoro a un impiego poco remunerato. Nel tempo poi, supportati anche dalla stessa Caccia Burlo in questo percorso, trovano una diversa soluzione, molti anche diventando inquilini Ater. C’è così un costante turnover che lo scorso anno, per esempio, ha visto 47 nuclei familiari lasciare l’alloggio per trasferirsi altrove.

«Quello che stiamo riscontrando – spiega Petronio – è una crescente richiesta di alloggi da parte di famiglie che, per l’aumento che hanno subito i canoni nel libero mercato e per la scarsa disponibilità di appartamenti a canone concordato, non riescono a trovare un’abitazione in affitto». Famiglie che possono anche contare su uno stipendio, che possono affrontare l’impegno di una locazione, ma non alle tariffe proposte dai privati. «È una nuova esigenza, in precedenza famiglie con queste caratteristiche e comunque con questi profili economici non bussavano alla nostra porta – constata la presidente della Fondazione Caccia Burlo – e quindi stiamo facendo una riflessione per riuscire a dare una risposta anche a loro». In media gli attuali inquilini pagano un canone che oscilla tra i 150 e i 200 euro, in base all’Isee. «Ma stiamo pensando a soluzioni diverse – conclude Petronio – che rispondano al nuovo tipo di domanda, per meglio adempiere anche al nostro mandato e alle contestuali esigenze della Fondazione».—

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