Rivolta a Ragusa: no al pedaggio da 100 euro per i bus

Ceffone del ministero croato della Marineria, Trasporti e Infrastrutture alla Città di Ragusa per avere introdotto, dallo scorso primo gennaio, uno speciale balzello per gli autobus turistici. Si tratta di 100 euro per ogni passaggio lungo via Zagabria, dalla quale si domina il nucleo storico della millenaria città dalmata. L’introduzione del balzello, motivato dalle autorità locali con la necessità di rendere meno strozzato il traffico cittadino, ha fatto irritare le agenzie turistiche ragusee, i cui titolari hanno deciso di rivolgersi al citato dicastero, chiedendo lumi. La categoria, spalleggiata dagli operatori turistici, ha voluto vederci chiaro sulla legalità o meno di una simile decisione, attendendo una risposta da Zagabria. Che non si è fatta attendere a lungo, dando ragione alle agenzie viaggi e rispondendo picche alla municipalità. Secondo il ministero di Sinisa Hajdas Doncic, l’articolo 49, comma 1 della legge sulle Strade recita che l’indennizzo debba essere pagato solo dai mezzi pesanti o semipesanti per il trasporto merci e in nessun caso per il trasporto passeggeri. «Quanto deliberato dalla Città di Ragusa – si legge nella risposta pervenuta in questi giorni – non è di competenza di un’autonomia locale. In base a quanto contemplato dal provvedimento sulle strade, il comune raguseo ha l’obbligo di spiegare qual è il supporto giuridico di una simile decisione». Il sindaco di Ragusa, Andro Vlahusic, ha risposto alla svelta, ammettendo che non esiste una base giuridica che possa giustificare l’entrata in vigore della speciale imposta pari al controvalore in kune di 100 euro. «L’ingresso dei pullman turistici nelle immediate vicinanze del centro città – così Vlahusic – comporterà pagamenti secondo altre forme giuridiche, sulla falsariga dei versamenti che avvenivano prima del 2013». (a.m.)
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