Roggia San Giusto, pulizia a riapertura

Irisacqua attende il via libera dal Comune per rafforzare la copertura fiume che potrebbe rivedere la luce in centro città

L’ultimo intervento radicale da realizzare a Monfalcone per evitare dispersioni di scarichi fognari e l’inquinamento del golfo rimane quello sulla roggia San Giusto. Irisacqua entrerà comunque in azione su mandato e incarico del Comune, che dalla Regione ha ricevuto 2 milioni di euro per rafforzare le volte di copertura del corso d’acqua di origine carsica. Solo dopo questa operazione, ipotizzabile nel 2019, si potrà procedere all’intercettazione degli scarichi fognari dei condomini e dei palazzi che ancora riversano le acque nere in quelle della roggia, come spiega il presidente di Irisacqua, Gianbattista Graziani. «A quel punto, canalizzati questi scarichi nella rete fognaria e ripulita la roggia – aggiunge –, si potrebbe pensare di riaprirne dei piccoli tratti». Non è quindi impossibile o improbabile che la roggia torni a essere elemento caratterizzante del cuore della città, com’è stata a lungo. Ancora negli anni Cinquanta la roggia era visibile in via Don Fanin, proveniente dalla zona di via Galilei, dove raccoglieva in tre punti l’acqua che scende dal Carso, per poi proseguire tra via Battisti e via Duca d’Aosta verso piazza della Repubblica, poi ancora in via Fratelli Rosselli con un percorso intervallato necessariamente da alcuni ponti (uno si trovava all’incrocio tra via Fratelli Rosselli e via Barbarigo). Allora, come ora, la roggia correva poi verso il mare, sfociando nel bacino di Panzano, dopo aver attraversato parte del rione operaio. Un altro ponte era non a caso quello dei Mendicanti a ridosso del santuario della Marcelliana, di cui è stata recuperata la memoria alcuni anni fa.

Irisacqua, che in questi giorni ha visto approvato il bilancio 2017 a maggioranza dai Comuni soci, sta nel frattempo portando avanti il suo corposo programma di investimento che nel corso di quest’anno vedrà avviare il primo lotto del rifacimento della rete fognaria di Grado (5 milioni la spesa complessiva) e il primo della rete fognaria di Savogna (altri 5 milioni di euro), mentre entro la fine dell’autunno prenderà il via il raddoppio del depuratore di Bistrigna. «È un’opera indispensabile per poi dare corso alla realizzazione della dorsale fognaria, che ci ha visto impegnati nel 2017 per chiudere il contenzioso con la seconda classificata – spiega Graziani – e per avviare la progettazione definitiva». Per quel che riguarda ancora Monfalcone Irisacqua ha avviato una valutazione delle opere necessarie per portare la rete idrica fino al Centro visite di Pietrarossa, un’esigenza avanzata dal Comune di Monfalcone. Tutto il milione di utile con cui si è chiuso l’esercizio 2017, su un fatturato di poco meno di 25 milioni di euro, andrà del resto reinvestito, per statuto, in opere di ammodernamento della rete idrica e fognaria. L’utile nel 2017 è comunque aumentato rispetto al 2016, ma il motivo sta in sostanza nel prolungamento della vita della società, decisa per consentire il finanziamento della sostituzione delle condutture idriche in cemento amianto.

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