Ronchi, il 25 Aprile in dodici ritratti degli ultimi partigiani

Valorizzazione della memoria con l’iniziativa “Testimoni” realizzata da Luciano Manià a Villa Vicentini-Miniussi
Di Luca Perrino
Bonaventura Monfalcone-25.04.2013 Cerimonia del 25 aprile-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.04.2013 Cerimonia del 25 aprile-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

Il 25 Aprile non è solo commemorazioni, discorsi, omaggio a chi ci ha lasciato. È oggi più che mai recupero e valorizzazione della memoria storica, spazio a chi, la Resistenza, l’ha vissuta in prima linea, ha combattuto, ha dovuto subire la barbarie della deportazione. Lo si è visto a Ronchi dei Legionari, città insignita della medaglia d’argento al valor militare proprio per l’attività partigiana, dove, accanto alle cerimonie ufficiali di ieri mattina, si è inaugurata, a villa Vicentini Miniussi, sede del Consorzio culturale, la mostra “Testimoni, ritratti di resistenti di Ronchi”. Un anno di lavoro che ha visto impegnato il fotografo Luciano Manià il quale, supportato dall’amministrazione comunale e da “Ecoteritori”, ha “prodotto” 12 ritratti di altrettanti protagonisti della guerra di Liberazione nazionale.

Non tutti i sopravvissuti, ma coloro i quali hanno vinto il loro pudore, la loro ritrosia e si sono fatti immortalare dall’obiettivo, unendo ai loro volti il loro pensiero, la loro ricca testimonianza. La mostra, che rimarrà aperta fino al 10 maggio, è stata presentata dal sindaco, Roberto Fontanot, dal presidente e dal direttore del Ccm, Davide Iannis e Gianpaolo Cuscunà, dal presidente dell’Anpi, Paolo Zonta e dal capo della redazione di Gorizia-Monfalcone del “Piccolo” Roberto Covaz che, amico di lunga data di Luciano Manià, ha voluto sottolineare il prezioso lavoro svolto e che va nelle direzione del recupero di una memoria che potrebbe sparire per sempre se non ci fossero azioni come questa.

«I volti sono il mezzo per raccontare le atrocità della guerra – ha detto Covaz – ma anche il monito per le future generazioni e per non assistere ad una distorsione della storia. Luciano Manià ha il pregio di aver catturato quei volti e quelle espressioni perchè rimangano occasione di riflessione». Quindi la parola è passata a loro, mentre sullo sfondo passavano le immagini di un filmato amatoriale realizzato da Fulvio Paiaro in occasione dell’inaugurazione del monumento alla Resistenza, il 20 aprile del 1967. Uomini e donne che hanno parlato delle loro avventure, della loro precisa volontà, ma che hanno trasmesso anche le sensazioni dei sopravvissuti una volta tornati a casa dopo la Liberazione. Ci sono state persone, come Egidio Pizzon, che per anni non hanno voluto ricordare ed altri, come Mario Candotto, che ben presto hanno vinto questa ritrosia e hanno trasmesso i valori in cui credono nelle scuole e tra la gente.

Ieri mattina, a Ronchi dei Legionari come in altre località del mandamento, le cerimonie ufficiali. In città, dopo la messa celebrata nella chiesa di San Lorenzo, la posa delle corone d'alloro ai piedi delle lapidi e dei monumenti che ricordano i tantissimi caduti. A parlare è stato Ivan Portelli, mentre nell’occasione sono stati proposti anche “Pensieri dei ragazzi sulla Liberazione”, con le letture sulla Resistenza per voce degli studenti della scuola media di Ronchi dei Legionari e della scuola media di Doberdò del Lago.

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