Inaugurata la nuova scuola media Leonardo Da Vinci a Ronchi, un investimento di 6 milioni di euro

Taglio del nastro per il plesso moderno e all'avanguardia nato sulle ceneri dello storico edificio del 1965

Luca Perrino
Gli studenti della nuova scuola media "Leonardo Da Vinci", appena inaugurata a Ronchi dei Legionari. Foto Katia Bonavenura
Gli studenti della nuova scuola media "Leonardo Da Vinci", appena inaugurata a Ronchi dei Legionari. Foto Katia Bonavenura

Se n’era iniziato a parlare nel 2014. Allora l’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari aveva affidato all’ingegnere Arturo Busetto, che è stato poi direttore dei lavori, l’incarico per conoscere, attraverso opportune verifiche tecniche, lo stato di salute del vecchio edificio, classe 1965.

Quindi, nel 2021, il via libera al primo lotto, consegnato nel 2023 e, l’anno dopo, il decollo del secondo lotto. Da lunedì 14 settembre, la nuova scuola media Leonardo Da Vinci è realtà, sorta dopo l’abbattimento del vecchio edificio.

L’inaugurazione

L’apertura è avvenuta in occasione di una festosa cerimonia alla presenza, tra gli altri, degli alunni, dei loro insegnanti e del personale non docente. È stato il sindaco Mauro Benvenuto a tagliare il nastro, dopo la benedizione impartita dall’arcivescovo monsignor Giampaolo Dianin, accompagnato dai parroci don Umberto Bottacin e monsignor Ignazio Sudoso.

L'inaugurazione della scuola media "Leonardo Da Vinci" a Ronchi dei Legionari. Foto Katia Bonaventura
L'inaugurazione della scuola media "Leonardo Da Vinci" a Ronchi dei Legionari. Foto Katia Bonaventura

Nel nuovo auditorium la prima parte di questa storica mattinata per la città. «Oggi non ci limitiamo a tagliare un nastro inaugurale: celebriamo il traguardo di una vera e propria maratona collettiva. Questa nuova scuola», ha detto il primo cittadino, «è la vittoria di una città intera che ha saputo resistere, credere e lavorare coesa per oltre dodici anni. Un’opera così grande non nasce dall’oggi al domani, non è un qualcosa che si improvvisa. Un’opera non nasce solo nel momento in cui si posa la prima pietra o si affida un appalto, ma è il risultato di studi, di progetti, di pianificazione e di volontà di perseguire un obiettivo. È stata una staffetta amministrativa e tecnica lunghissima, che ha attraversato più mandati e che dimostra una cosa importante: il bene comune non ha colore politico. Tutti lavorano per un obiettivo chiaro, far crescere la città».

Il messaggio

Benvenuto ha ringraziato i suoi predecessori, Roberto Fontanot e Livio Vecchiet, entrambi assenti, ma si è rivolto anche a tutti coloro che hanno reso possibile ciò. Ad iniziare dai responsabili del servizio tecnico Giovanni Rodà, Marco Portelli e Gianluca Bregant.

È stato lo stesso sindaco a leggere il messaggio del ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, trattenuto a Roma per impegni di governo.

I locali della nuova scuola media "Leonardo Da Vinci" a Ronchi. Foto Katia Bonaventura
I locali della nuova scuola media "Leonardo Da Vinci" a Ronchi. Foto Katia Bonaventura

«Oggi», ha scritto il ministro, «inaugurate uno spazio dove si costruirà il futuro di questa comunità. Una scuola che sorge sulle ceneri di quella aperta nel 1965 e che ha accompagnato la crescita di generazione di ragazze e di ragazzi. Oggi quella storia continua in un edificio completamente nuovo, moderno e all’avanguardia. Ogni euro speso qui è un euro che tornerà sotto forma di conoscenza, di opportunità e di crescita per questo territorio».

Parole di elogio sono arrivate anche dall’europarlamentare Anna Cisint, mentre la dirigente scolastica Franca Soranzio ha voluto ringraziare non solo chi ha progettato e costruito la scuola, ma anche chi, come gli operai comunali, hanno reso possibile il trasloco.

I lavori

Grande, va detto, è stato l’impegno che ha visto protagonista l’impresa Cella Costruzioni di Coseano che si è aggiudicata entrambe i lotti, per un valore complessivo di oltre 6.298.000 euro.

Soddisfazione unanime per la nuova scuola

La direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Patrizia Pavatti, ha ricordato che qui è stata alunna e ha conosciuto un insegnante di spessore come fu Italo Santeusanio; il prefetto Ester Fedullo ha evidenziato quanto la scuola sia il luogo dove si insegnano i valori alla base della democrazia.

Presenti, tra gli altri, il questore Luigi Di Ruscio e il tenente colonnello Gianluigi Bevacqua, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Gorizia.

Di «opera strategica», ma anche di «messaggio di fiducia verso i giovani», ha parlato l’assessore regionale alle infrastrutture Cristina Amirante.

Gli alpini consegnano le bandiere italiana, dell'Unione europea e della Regione alla scuola. Foto Katia Bonaventura
Gli alpini consegnano le bandiere italiana, dell'Unione europea e della Regione alla scuola. Foto Katia Bonaventura

Prima della cerimonia, gli alpini del gruppo ronchese hanno consegnato al plesso le bandiere italiana, europea e della Regione, installate subito dopo dagli operai comunali.

«Sono simboli di aggregazione e di identità», ha detto Paolo De Piante anche a nome del capogruppo, Marco Danielis, «e, per noi, quella italiana è qualcosa di sacro, come il nostro cappello con la penna. Ha sempre ricordato la nostra patria, i nostri compagni andati avanti, le nostre famiglie, anche se eravamo lontani».

Presenti i consiglieri regionali Laura Fasiolo, Diego Moretti ed Enrico Bullian. «Un grande plauso all’amministrazione comunale», ha detto l’esponente di Casa Civica, «per l’importante risultato raggiunto. Significativo notare le congratulazioni bipartisan ricevute, anche da importanti esponenti istituzionali di centrodestra, alla municipalità ronchese. Oltre 6 milioni di investimento ben spesi e proiettati sul futuro dei giovani studenti e della comunità».

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