Rotta balcanica, riprendono i flussi, decine di migranti bloccati ai confini

Slovenia e Croazia sotto pressione. L’Italia rafforza i controlli. Sistema dell’accoglienza in affanno per i bandi in sospeso
VISCO 7 Aprile 2019 clandestini Agenzia Petrussi foto Turco Massimo
VISCO 7 Aprile 2019 clandestini Agenzia Petrussi foto Turco Massimo

TRIESTE Decine di persone in pochi giorni fra il confine italo-sloveno e quello sloveno-croato. Sono i numeri dei flussi di migranti in entrata nel corso del fine settimana appena concluso. Con l’arrivo della primavera la rotta balcanica riprende quota mentre metà delle prefetture italiane, Trieste inclusa, sta elaborando i bandi per l’accoglienza di quest’anno. È il contesto in cui si è verificato l’inseguimento e il fermo del furgone di un passeur con dodici migranti bengalesi a bordo, nella giornata di domenica.

Le attività al confine

Ieri un altro passeur è stato tratto in arresto a Trieste, dopo aver fatto oltrepassare il confine a due giovani kosovari, uno dei quali minorenne. Questo caso, così come l’inseguimento del furgone, sono cartine tornasole di un fenomeno a cadenza quotidiana.

Le forze dell’ordine slovene fanno sapere che, tra venerdì scorso e ieri, la polizia di Capodistria ha fermato 27 persone passate dal confine croato per «immigrazione illegale». A Sesana è stato fermato un solo migrante, mentre nell’area di Ilirska Bistrica sono state bloccate 25 persone.

Sono 16 i soggetti consegnati alle autorità croate, mentre altri nove li seguiranno nella stessa sorte una volta ultimato i procedimenti. Le forze dell’ordine slovene hanno individuato queste provenienze per parte dei fermati: nove persone dal Pakistan, sei dall’Algeria, quattro dall’Afghanistan, tre dal Marocco, una dall’Eritrea, una dalla Libia, una dal Kosovo, una dall’Albania, una dal Bangladesh. In buona parte aree soggette a conflitti o instabilità politica.

Le autorità italiane

Il questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, assicura che le misure di sorveglianza sul confine sono efficaci, citando a prova l’episodio di domenica: «Il modello di governance della sicurezza nel nostro Paese – ha detto Petronzi intervenendo al congresso provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap)– è in grande evoluzione. Qui ho trovato grande disponibilità da parte delle istituzioni». Per questo, ha concluso, «sono ottimista». Sulla stessa linea il prefetto, Valerio Valenti: «Sono fiducioso perché malgrado ciò che a volte si trovano a dovere affrontare, gli operatori sono molto motivati. Dobbiamo fare in modo che questa fiducia non si perda e si rinnovi con una consapevolezza: da soli non si va da nessuna parte». La rotta balcanica, ha proseguito il prefetto, «oggi è un punto critico dopo l’interruzione del flusso via mare, e rappresenta un punto dolente». Ha aggiunto ancora Valenti: «Siamo impegnatissimi con le forze di polizia per rafforzare i controlli di retrovalico».

Questa la conclusione del rappresentante dello Stato: «Noi proveremo a incrementare il numero di militari impegnati nell’operazione Strade sicure, portando il contingente dai 45 attuali a 60. Questo ci consentirà di liberare risorse della polizia e dei carabinieri sul controllo del territorio per impiegarli in questi servizi così delicati che vanno rafforzati e supportati».

Il nodo accoglienza

Nel frattempo gli operatori dell’accoglienza attendono l’uscita dei bandi 2019. La situazione triestina non è anomala rispetto a quella italiana, dove circa metà delle prefetture non ha ancora pubblicato i bandi in materia. L’arrivo delle gare triestine è atteso comunque entro il mese, e lo stesso prefetto assicurava la settimana scorsa che la pubblicazione è ormai «questione di giorni».

Il presidente di Ics Gianfranco Schiavone commenta: «Speriamo che i bandi arrivino presto perché la rotta balcanica è in ripresa, così come avevamo anticipato nei mesi scorsi. Si sta verificando quanto previsto».

Gli aumenti sono sensibili, spiega il dirigente del Consorzio che, assieme alla Caritas, gestisce la rete di accoglienza triestina: «Arrivano anche venti-trenta persone in un giorno. Fortunatamente lavoriamo bene ai trasferimenti assieme alla Prefettura».

L’andamento complessivo, conclude Schiavone, smentisce chi parla di fenomeno in diminuzione: «Presto pubblicheremo il report dell’attività 2018, che conterrà anche i primi dati del 2019. Nell’ultimo semestre dello scorso anno sono aumentati arrivi e domande, dato che smentisce nettamente chi dice che c’è un calo in corso». —


 

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