Salgono a undici gli “abbandoni di minori” La polizia locale segnala i casi in Procura

Un bambino di quattro anni scampato alla custodia della mamma nel giardino della Duca d’Aosta ha vagato in centro, attraversando chissà come almeno un’arteria urbana intensamente trafficata, ed è stato recuperato soltanto un chilometro più in là, in via 9 giugno. Anche un altro, di sette, in sella a una bicicletta da adulto ha schivato per miracolo l’investimento di una vettura in transito: all’ultimo il guidatore ha inchiodato salvando la pelle al piccolo che procedeva a zig zag. È poi saltato fuori che il bimbo di 7 anni era “fuggito” da casa per andare a giocare al parco di via Fermi senza che il papà, tranquillo a casa, se ne avvedesse.
Entrambi i genitori, di nazionalità bengalese, sono stati «segnalati alla Procura di Gorizia per l’ipotesi di abbandono di minore» dalla Polizia locale di Monfalcone, intervenuta a soccorrere i due bambini smarriti. Gli ultimi di una ormai nutrita serie. Sono infatti 11 i ritrovamenti messi a verbale e poi riferiti all’autorità giudiziaria da gennaio 2018 a oggi, cioè in 18 mesi. Sarebbe interessante sapere anche in quanti v’è stato uno sviluppo giudiziario, ma alla comunicazione del report gli uffici di Gorizia erano chiusi e l’approfondimento impraticabile. A ogni modo un dato che preoccupa il Comune. Proprio a fronte di due recuperi ravvicinati la Municipale è infatti andata a ritroso per fornire una quantificazione, sulla base di numeri certi, del fenomeno. In circa la metà degli episodi l’intervento dei vigili è partito su richiesta della scuola, perché nessuno si è presentato a prendere il bambino all’uscita, nell’altra, invece, segnalazioni di passanti o utenti della strada.
«In tutti gli 11 casi di ritrovamento si è trattato di bambini di nazionalità bengalese, tra 4 e 7 anni – spiega il comandante della Polizia locale Rudi Bagatto –. E in ognuno, da parte degli agenti, c’è sempre stata soddisfazione per l’esser riusciti a restituire il piccolo alla mamma o al papà. Il sollievo lo si legge spesso negli occhi delle stesse persone. Non scordiamo infatti che si tratta di minori attivi in un contesto urbano che non è quello del paese d’origine, sovente sconosciuto». Avventure a lieto fine, per fortuna. Ma la cronaca nazionale, in questi giorni, purtroppo ha rilevato come gli esiti di una distrazione possano essere anche tragici, ferali.
I due episodi citati risalgono all’ultima dozzina di giorni. Il primo si è verificato l’11 giugno, quando alle 17.40 una cittadina albanese di 27 anni ha segnalato al comando di via Rosselli che un bambino molto piccolo stava camminando da solo in via 9 giugno. «Si è poi ricostruito – spiega Bagatto – che la mamma si trovava a scuola e stava parlando con altri genitori quando il figlio si è allontanato. Francamente non si sa come abbia fatto ad attraversare via Duca d’Aosta, data l’acerba età. A ogni modo si è trattato di un grande pericolo, di qui la segnalazione alla Procura». «Non è stato possibile apprendere informazioni sulla famiglia – precisa –, ma dopo un po’ si è vista arrivare la madre ed è avvenuto il ricongiungimento. Evidentemente il piccolo, a modo suo, stava cercando di tornare a casa». Il secondo caso, invece, risale a giovedì scorso, attorno alle 18. Una pattuglia in via 25 aprile nota un bambino procedere a zig zag da via Fermi su una bici assolutamente non adatta, perché troppo grande (si scoprirà in seguito che è quella del padre). Rischia la collisione con un’automobile e i vigili lo fermano, chiedendo conto dei fatti. Inizialmente il piccolo riferisce di essere col papà, ma dal confronto con altri connazionali che lo conoscono si risale all’indirizzo di casa e si verifica «che il genitore era all’oscuro del fatto che il bambino gli aveva preso la bici ed era scappato da casa per andare a giocare al parco: lui non se n’era affatto accorto». –
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