Salti, corsa e trazioni alle “olimpiadi” dei vigili

La carica dei 500 alla sfida delle prove fisiche per entrare nella Polizia locale Ieri in 250 al Grezar, oggi il bis. In estate gli altri test. Otto assunzioni in palio
Silvano Trieste 24/06/2016 La Polizia Municipale
Silvano Trieste 24/06/2016 La Polizia Municipale

Per un quadro perfetto ci vorrebbe anche il salto nel cerchio di fuoco. Ieri mattina 250 candidati hanno dovuto affrontare le prove di idoneità fisica per il concorso di selezione dei nuovi agenti del corpo di Polizia locale di Trieste: le prove si sono svolte allo stadio Grezar, e hanno visto aspiranti agenti maschi e femmine sbuffare al caldo per dimostrare la loro capacità di affrontare qualsiasi emergenza.

Le prove prevedevano la corsa sul circuito di atletica, il salto in alto ed esercizi alla spalliera. Altrettanti aspiranti vigili dovranno sottoporsi alla stessa prova oggi, suddivisi in due turni alle 9 del mattino e a mezzogiorno. Si presenteranno in calzoncini e scarpe da ginnastica, come richiede il bando: «Si ricorda ai candidati che, per lo svolgimento delle prove pratiche, dovranno indossare idoneo abbigliamento sportivo (ivi comprese le calzature) e dovranno consegnare, a pena di esclusione dal concorso, un certificato di idoneità sportiva agonistica per l’atletica leggera in corso di validità».

Queste le prove previste per gli uomini: «Tre sollevamenti alla sbarra continuativi da compiersi entro un minuto. Un salto in alto dell’altezza di un metro da superarsi entro tre tentativi. Una corsa da mille metri da compiersi entro quattro minuti e mezzo».

Alle donne è richiesto invece un unico sollevamento e di saltare “soli” 85 centimetri. Viene concesso loro anche un minuto in più per correre i mille metri.

Gli iscritti al concorso erano nel complesso 660, per un totale di 8 posti disponibili (per gli esterni, un altro è riservato agli interni). Sarà quindi una selezione durissima: 160 sono già stati scartati dalla commissione giudicante perché non avevano i requisiti necessari. Quali sono le caratteristiche che possono costare l’esclusione da un concorso simile? Ad esempio non avere la patente A3, fondamentale per pilotare le moto degli agenti di Polizia locale.

Attualmente non è prevista una prova sull’uso delle armi. I nuovi acquisti saranno infatti tutti armati se, come probabile, la maggioranza del Comune approverà il regolamento con la proposta leghista di dotare il corpo di pistole. Tuttavia il bando poneva come requisito di partecipazione la disponibilità a indossare la fondina. Si tratta di una scelta obbligata, per il Comune, visto che il regolamento prevede comunque che i vigili armati debbano essere almeno un centinaio (metà degli effettivi del corpo) per garantire la copertura dei turni notturni in cui la pistola d’ordinanza è necessaria.

I candidati non sono stati chiamati a fare il tiro al bersaglio ma in realtà il bando prevede in un certo senso un controllo anche sotto questo profilo. Una delle prove che gli aspiranti vigili dovranno superare nei prossimi mesi è proprio il test psico-attitudinale: un passaggio che non si può tralasciare, se si intende dare una pistola in custodia a qualcuno.

Sarà il tenore di tutta la trafila, sarà che era un bel po’ di tempo che il Comune di Trieste non incrementava i suoi effettivi, ma l’assessore al Personale Michele Lobianco è profondamente soddisfatto del bando: «Tutti i concorsi che abbiamo messo in piedi stanno proseguendo secondo i piani e il mio ringraziamento va in primis a tutto il personale del Comune di Trieste, che ha reso possibile superare questa grande sfida dopo vent’anni di attesa».

Il concorso dei vigili proseguirà con le altre prove (la prossima è quella scritta) nel corso dell’estate. Ma se ne aggiungeranno altri, prosegue l’assessore: «In autunno partiranno i bandi dei tecnici, geometri e ingegneri».

In questo modo Lobianco ritiene di aver «portato a casa» l’obiettivo che si era prefisso per il suo mandato. Detentore di una delega certo non molto visibile, Lobianco rivendica il suo lavoro dietro le quinte: «Non fa molto rumore ma è importante - afferma -. Io opero cercando di seguire alcune linee guida che ritengo fondamentali».

La prima è porre un argine all’emorragia di dipendenti che colpisce l’ente, popolato da un’età media non certo giovanissima: «In media ne vanno in pensione un’ottantina all’anno, quest’anno saranno 87 – racconta Lobianco –. Serve poi avere una visione del futuro: queste graduatorie consentiranno a chi mi succederà di affrontare sfide come il Porto vecchio. Inoltre la struttura comunale così rinnovata potrà lavorare ancora sulla propria riorganizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo