«San Dorligo, elezioni da rifare» Gombac si rivolge alla Procura

«Bisogna tornare alle urne. Le elezioni amministrative che si sono svolte a San Dorligo lo scorso 26 maggio sono da annullare per violazioni della legge regionale in materia, avvenute nel seggio in occasione dello scrutinio, e di cui sono stato testimone». A fare questa pesante dichiarazione è Boris Gombac, storico esponente della lista che porta accanto al suo nome la dicitura “Uniti nelle tradizioni”, candidato sindaco proprio in occasione dell’ultima chiamata alle urne, eletto poi consigliere.
Gombac non si limita però a denunciare pubblicamente situazioni e comportamenti che, sostiene, avrebbero «pregiudicato l’elezione del secondo consigliere della nostra lista»: ha presentato, in effetti, una relazione sull’accaduto sia alla Prefettura di Trieste, in quanto massimo organo istituzionale del territorio, sia alla Procura della Repubblica. «Perché – sottolinea – se ci sono delle responsabilità esse vanno chiarite e gli eventuali colpevoli vanno puniti. In ogni caso – prosegue Gombac – bisogna tornare a votare».
Nel dettaglio, il consigliere di San Dorligo fa riferimento all’articolo 64, secondo comma, della legge regionale 19 del 2013 intitolato “Validità e nullità del voto di preferenza e connessione con il voto di lista”. «A mio avviso – precisa lo stesso Gombac – è stata violata la norma in base alla quale se l’elettore non ha segnalato alcun contrassegno di lista, ma ha scritto una o due preferenze in corrispondenza di un contrassegno per i candidati compresi nella lista corrispondente, il voto è comunque attribuito alla lista e ai candidati. Ciò non è avvenuto – continua – e la conseguenza è stata che non sono stati attribuiti alla mia lista voti che invece le dovevano essere inconfutabilmente riconosciuti, in quanto alcuni elettori hanno scritto il mio nome in corrispondenza di un contrassegno per i candidati compresi nella mia lista».
Gombac arriva rapidamente anche alle conseguenze pratiche: «Quanto descritto ha comportato a danno della mia lista, nel seggio 4 di San Giuseppe della Chiusa, una diminuzione di voti di lista pari a 25 unità su 73, cioè il 34%, pregiudicando di fatto l’elezione del nostro secondo consigliere».
Gombac, nei giorni immediatamente successivi al voto, aveva indirizzato un primo reclamo alla segreteria del sindaco e all’Ufficio elettorale comunale, facendo però riferimento solo all’Adunanza dei presidenti di seggio.
Nella risposta, il reclamo, proprio perché riferito solo a tale Adunanza, era stato giudicato «irricevibile in quanto presentato dopo i termini» e, nello specifico, dopo la proclamazione degli eletti. Ma Gombac non si è scoraggiato e si è rivolto a Prefettura e Procura.—
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