Emersi resti umani a San Giusto durante gli scavi sulla rete idrica
Si tratta di resti ossei risalenti al periodo tardo antico o all’epoca medioevale, che saranno oggetto adesso di ulteriori accertamenti

Resti ossei umani sono affiorati lunedì mattina durante gli scavi sulla rete idrica sotterranea in corso nel piazzale davanti alla cattedrale di San Giusto che si svolgono sotto la costante supervisione della Soprintendenza. A renderli visibili sono state le intense piogge della precedente nottata.
Non si tratta di una scoperta così sorprendente, visto che la zona del colle di San Giusto è stata utilizzata storicamente per le sepolture e il terreno, nel corso dei secoli e in particolare negli anni Trenta del’900, è stato sconvolto da rimaneggiamenti continui.

Insomma, quando si effettuano scavi nella zona c’è sempre la possibilità di trovare dei resti di sepolture risalenti ai secoli passati.
In questo caso, secondo una prima valutazione da parte della Soprintendenza, si tratta di resti ossei risalenti presumibilmente al periodo tardo antico o all’epoca medioevale, che saranno oggetto adesso di ulteriori accertamenti di natura archeologica, a cominciare dalla datazione e dal significato in relazione al contesto.
L’archeologa Paola Ventura, che dall’inizio dell’anno è la nuova Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, ha fatto sapere ieri pomeriggio che nei prossimi giorni verrà resa pubblica una prima comunicazione ufficiale sulle evidenze emerse nel corso dei lavori e sulla loro valenza storica.
Riproduzione riservata © Il Piccolo









