San Giusto a Trieste, la statua del patrono è tornata negli abissi
Ricollocata a Grignano l’opera di Alberti 42 anni dopo che la statua in bronzo venne inabissata sotto lo sguardo di don Lorenzo Bellomi. L’iniziativa è stata promossa dal Circolo Sommozzatori Trieste

«Affidiamo San Giusto al mare e Trieste a San Giusto». Sabato 3 novembre 1984 il vescovo Lorenzo Bellomi pronunciò queste parole nel momento in cui la statua di bronzo di San Giusto (opera postuma dello scultore Tristano Alberti) venne inabissata nelle acque di Grignano con il pontone “Tirso” e il rimorchiatore “Borin”. Oggi, 42 anni dopo, quando un’altra copia in resina bianca della statua (dopo quella del 2018) è stata rimessa sott’acqua, le parole di Bellomi sono tornate a risuonare grazie a Enrico Torlo, ex presidente e memoria storica del Circolo Sommozzatori Trieste che ha promosso l’iniziativa.

“Il San Giusto degli abissi” titolò “Il Piccolo” nell’apertura di cronaca del 4 novembre 1984. «L’iniziativa di allora - racconta Torlo - era stata voluto per pareggiare i conti con il Cristo degli abissi (posto nel 1954 sul fondo della baia di San Fruttoso, ndr) di su iniziativa del sub Fulvio Loperfido e del Gruppo cronisti triestini». Per il modello della statua fu infatti utilizzato lo stesso usato per il San Giusto d’oro che quell’anno (1984) fu assegnato al germanista Claudio Magris.
Tra i corsi e i ricorsi storici c’è la bora che oggi soffiava ad oltre cento chilometri all’ora e che ha impedito l’uso delle barche per rimettere in mare il nuovo San Giusto di Tristano Alberti. Nel 1984 le raffiche a 80 chilometri all’ora avevano rischiato “di mandar tutto a carte quarantotto”. La statua in resina è rimasta miracolosamente in piedi durante la benedizione del parroco di Barcola, don Andrea Mosca (alla presenza dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti e del presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca), prima di essere portata a nuovo dai sub davanti alla scogliera del porticciolo d Grignano e poi collocata a nove metri di profondità. Una targa sul muro ricorda la presenza della statua di San Giusto che essendo di colore bianco può essere facilmente vista anche dagli apneisti e da chi fa snorkeling.

La Staffetta Tricolore è arrivata nel pomeriggio in piazza Unità d’Italia, per poi trasferirsi alla Scala Reale, dove sono state deposte le corone in memoria dei Caduti. L’intensa bora ha però impedito sia stamattina l’alzabandiera che alle 17 l’ammainabandiera solenne ai pili: le raffiche rendevano pericolosa la manovra dei Vigili del fuoco.
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