Trieste, la prima Casa della comunità inaugurata all’ospedale Maggiore
Il nuovo presidio rientra nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dalla normativa nazionale e regionale. Le altre verranno aperte nei prossimi sei mesi

Trieste ha la sua prima Casa della comunità. Attiva all’ospedale Maggiore dal prossimo 2 gennaio, sarà accessibile da via Gatteri, dallo stesso ingresso che accompagna al Pronto soccorso. Al triage ci saranno due infermieri, uno che fa riferimento appunto alla Casa della comunità e l’altro al Pronto soccorso. Il cittadino illustrerà loro le sue necessità e di conseguenza verrà indirizzato verso un percorso o l’altro.
La struttura
La nuova struttura – un tassello importante della sanità territoriale – è di tipo “hub” e quindi resterà sempre aperta, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Alla Casa della comunità si potrà accedere senza appuntamento per questioni di natura non emergenziale, alle quali invece offre delle risposte il Pronto soccorso.
Dolore acuto alla schiena, una slogatura, la necessità di una prescrizione? Se non è possibile risolvere con il proprio medico di medicina generale o nel caso non si abbia ancora un proprio medico di base, la nuova struttura è quella adeguata. Così si alleggeriranno i flussi al Pronto soccorso, dove in media l'80% di chi si presenta non evidenzia una situazione di emergenza, acuta.
Nello specifico verranno erogate le prestazioni oggi garantite dalla Guardia medica, le cure primarie, attività infermieristiche e ambulatoriali, servizi di specialistica ambulatoriale per le malattie croniche, diagnostica di base. La struttura servirà anche come raccordo con i Servizi sociali, amministrativi, con il sistema Cup, con le equipe dei Distretti per attivare l’assistenza domiciliare.

La sesta in Fvg
Quella che venerdì verrà attivata a Trieste sarà la sesta Casa della comunità aperta in regione. «Abbiamo centrato l'obiettivo programmatico che ci eravamo prefissati per il 2025 – ha sottolineato ieri l’assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi – ora proseguiamo su questa strada per attivare in tutto una trentina di queste strutture in regione, per dare corpo a quella sanità territoriale che per troppo tempo è stata al centro del dibattito del nostro Paese».
Le prossime aperture
Trieste in tutto ne conterà sei. Le altre verranno aperte nei prossimi sei mesi. Le prime saranno quella di Muggia e quella di via Sai 5, all’interno dell’ex Opp nell’ex palazzina destinata agli alcolisti, tutte e due di tipo “hub, come quella che aprirà a Valmaura. I lavori procedono.
Le altre due invece saranno di tipo “spoke” e quindi aperte 12 ore, 6 giorni su 7, e verranno attivate in via Stock a Roiano e ad Aurisina. Per le cure non urgenti sarà attivato in via sperimentale il numero 116117, che sostituirà il numero verde 800614302.
Il servizio
Nelle diverse strutture opererà un team multidisciplinare «Asugi ha pubblicato un bando per reperire i medici di continuità assistenziale utili a soddisfare le esigenze della Case di comunità, raccogliendo ad oggi quaranta manifestazioni di interesse», ha precisato il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana. Che ha evidenziato come « le Case di comunità creeranno un raccordo tra servizi che prima magari non dialogavano con tutti gli altri nodi del sistema». .
La Casa della comunità del Maggiore conta sette stanze. I lavori per realizzarla sono stati affidati all’impresa Cramer e sono costati 101 mila euro finanziati con i fondi del Pnrr.
In origine il progetto prevedeva che la struttura venisse aperta in via Pietà. Poi il progetto è cambiato, e in quegli spazi dove sta operando con tempi ormai biblici il consorzio Infratech verranno invece realizzati spazi ambulatoriali che saranno a disposizione del Distretto e della stessa Casa della comunità.
Per un cittadino però non è facile orientarsi tra le diverse strutture. Il presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca ha assicurato che il Comune farà la sua parte, anche con una campagna di informazione. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








