Dalle bici usate ai disegni dei bambini: le anime dello Sbaracco 2025

In mezzo a negozianti, famiglie e hobbisti, i veri protagonisti di una giornata di affari, intrattenimento e proposte vintage: il viaggio

Katia Bonaventura
(fotoservizio Katia Bonaventura)
(fotoservizio Katia Bonaventura)

Tra i primi ad arrivare allo Sbaracco edizione 2025, molto prima dell’apertura ufficiale degli stand fissata alle 9, sono stati il sindaco Luca Fasan, intento a scambiare quattro chiacchiere con i più mattinieri e a controllare le chiusure stradali, e Franco Vitiello, sollecito e affezionato espositore di via Fratelli Rosselli, con il suo stand traboccante di proposte.

Le sue mini-moto, le bici di seconda mano e i pezzi di ricambio hanno attirato da subito le attenzioni dei passanti e buone devono essere state le vendite, perché verso fine mattinata le biciclette messe in “vetrina”, con cui Vitiello, in veste di banditore d’asta, ha intercettato le attenzioni della popolazione di origine bengalese, risultavano decimate.

Molte e diversificate sono state le proposte di questa nona edizione dello Sbaracco di fine estate, che ha visto un ulteriore incremento degli espositori, quest’anno circa 400, divisi fra attività commerciali, hobbisti e stand di antiquariato.

«Molti gli affezionati che ritornano a Monfalcone con le loro proposte di qualità e una buona dose di ottimismo per la riuscita dell’evento. Il meteo, che appariva la principale minaccia, in realtà non solo ci ha graziati, ma il clima non troppo caldo sta incentivando le presenze», così il sindaco Fasan, accompagnato in mattinata dagli assessori Luca Zorzenon e Fabio Banello fra gli stand.

E fra i banchi c’è stato in effetti chi, pronto a ogni evenienza climatica, ha acquistato ombrelli vintage a balze geometriche, chi ha esaminato collanine dai colori accesi o scelto un libro dal mercatino della Biblioteca Comunale in edizione straordinaria o dalla bancarella di libri locali adiacente da cui occhieggiava un’edizione della storia di Monfalcone di Silvio Domini, ben calata nell’atmosfera settembrina.

Numerose attività commerciali hanno incuriosito clienti vecchi e nuovi con stand più o meno elaborati e fantasiosi, preparati fuori dai negozi e tutti circondati da numerosi visitatori. Qualcuno ha contribuito anche ad animare la via e coccolare le proprie clienti: Bisera Mehic di Intimissimi, microfono alla mano, ha intervistato le passanti invitandole a raccontare qualcosa di sé, mentre nel pomeriggio Silvia Zia di Silsorì, davanti alla sua Ape Rosa, ha steso il tappeto rosso per trasformarle in modelle per un giorno.

Nella seconda parte di via Duca d’Aosta si è rinnovata la tradizione dello Sbaracco Junior dedicato ai più piccoli. La parte più colorata dello Sbaracco ha visto così giocattoli, peluche e dinosauri invadere la strada insieme ai piccoli venditori impegnati a offrire «una sorpresa a pochi soldi» e ai papà con un auricolare sospetto all’orecchio e l’aria colpevole di chi sta seguendo contemporaneamente un podcast e la conversazione della moglie con la vicina di stand.

Ma tra passeggini per le bambole, giochi in scatola e libri illustrati c’è anche un po’ di spazio per il rimpianto di doversene separare? «Alcune cose mi mancheranno e altre no», riflette la piccola Stella, un po’ sorpresa dalla domanda, mentre poco più in là un altro bimbo spiega, con modi professionali, a un uomo alto il doppio di lui come far funzionare un fucile a pallini che gli ha appena venduto.

E se alcune bambine si sono affidate alla truccabimbi della Croce Rossa per provare qualche nuovo look, alcune giovanissime hanno partecipato alla quarta edizione dell’ex tempore “L’arte abbraccia Monfalcone”: 13 bambini e 23 adulti hanno “dipinto” la loro città.

Gli adulti hanno occupato con il loro cavalletto vari angoli del centro, mentre i più piccoli, per la gran parte allievi del corso di disegno e pittura dell’artista Loredana Prodan, si sono sistemati in piazza Unità raffigurando scorci naturali e cittadini, notturni e diurni.

Così Rachele ha dipinto il mare di Monfalcone con i suoi cigni e Rosa, figlia e nipote d’arte, bretone d’adozione, ma in vacanza dalla nonna, “en plein air” ha dipinto a tempera lo scorcio della fontana della Piazza e una parte del Municipio con colori tanto “irrispettosi” quanto interessanti. In piazza Repubblica, dove sono stati allestiti gli stand a tema fantasy, con alcune defezioni dovute all’incertezza del meteo, si è giocato ispirandosi alla serie tv di successo Squid Game, ma con più divertimento e finali di partita meno nefasti, mentre la cartomante Luna, nascosta dietro gli ampi occhiali da sole, prediceva il futuro a qualche passante.

Fra gli innumerevoli oggetti “privati” esposti dagli hobbisti, che a tempo perso li raccolgono nelle speranza che vengano riutilizzati, sembra nascondersi il racconto stesso della vita da consumatori e le passioni che li hanno spinti, a volte, a strani acquisti. E allora maschere e pinne da sub sistemate vicino a lettori dvd datati, chitarre con violini e citar che cigolano al vento, lucidatrici semi-professionali guardate a vista da bambole un po’ inquietanti.

E, mentre un remix di Fast Car di Tracy Chapman risuona un po’ malinconico sulla via, dal fondo di un magazzino aperto per allestire una piccola bancarella di ceramiche eccentriche, candelabri dorati e stampe cinesi lungo la via IX giugno, fa capolino un giardino dalle piante e dagli alberi rigogliosi. E sembra ci sia per davvero una porta aperta sul quel mondo privato che quegli stessi oggetti raccontano.

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