Sbucano tre nuove candidature per la piscina in Porto vecchio

La bergamasca Fer-Cos, la napoletana Traco e le Terme del Friuli Venezia Giulia pronte a realizzarla nell’edificio 133. Finora silenzio da Siram e da Monticolo
Lasorte Trieste 07/07/20 - Porto Vecchio, Magazzini
Lasorte Trieste 07/07/20 - Porto Vecchio, Magazzini



Alle ore 16 di ieri venerdì 10 luglio - ultima giornata utile per esprimere interesse alla proposta comunale di realizzare una piscina terapeutica nell’edificio 133 del Porto vecchio - in largo Granatieri sono pervenute tre adesioni. Nessuna delle quali coincide con i pronostici della vigilia.

I tre nuovi segnali provengono dalla Fer-cos srl di Caravaggio (Bergamo), dalla Traco srl di Cardito (Napoli), dalle Terme del Friuli Venezia Giulia srl con sede legale in via Rossetti 62 presso il Sanatorio triestino.

Finora, invece, silenzio da Monticolo & Foti, Siram, Myrtha pools, che, soprattutto le prime due realtà, avevano pubblicamente anticipato l’interesse per l’iniziativa: può essere che la proposta non sia stata ancora protocollata o che si scelga un canale differente per manifestare la volontà di collaborare con il Comune.

La bergamasca Fer-cos si presenta come un’azienda di consulenzaimprenditoriale. La napoletana Traco si occupa di edilizia specializzata. Terme del Friuli Venezia Giulia gestisce l’impianto di Arta ed è domiciliata al Sanatorio triestino.

Le tre “candidature” sono state accolte con soddisfazione dal sindaco Roberto Dipiazza, secondo cui «adesso bisogna vedere come sviluppare concretamente l’interesse manifestato». Sarà necessario che, dopo questa prima fase di contatto, i tre offerenti, qualora intendano proseguire nell’avventura, presentino un progetto coerente con le indicazioni prospettate dal Municipio.

L’avviso, lanciato un mese fa, voleva essere una risposta/stimolo all’iniziativa assunta dalla Monticolo & Foti, che si era mossa in cordata (Mediocredito Trentino Alto Adige, Sgm, Policlinico triestino, Triestina nuoto) per costruire una struttura riabilitativa ricorrendo allo strumento finanziario del leasing “in costruendo”. Strumento che alla dirigenza comunale non garbava, in quanto ritenuto finanziariamente oneroso per l’ente pubblico.

E così largo Granatieri aveva rilanciato l’idea di un project financing di iniziativa privata, ma con caratteristiche diverse dalla proposta di Monticolo & Foti: il Comune pensava anche a un’area ludico-ricreativa, dove avessero spazio le vasche per bambini, la “spa”, un ristorante panoramico, un eventuale stabilimento balneare. Sulla vicenda si è acceso anche un faro politico, perché il Pd ha contestato questo “aggiornamento” progettuale. Andrea Monticolo aveva infine ribadito la funzione «sociale» della sua proposta, a tariffe calmierate.

Il Comune non aveva riportato cifre nell’avviso, perché l’impegno finanziario sarebbe dipeso dalle caratteristiche e dalla portata dell’intervento. In linea di massima si ritiene che la piscina terapeutica nell’edificio 133, richieda non meno di 10 milioni di euro. —



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