Sempre più affollata la mensa della Caritas

Nel 2011 il refettorio “Giorgia Monti” di via dell’Istria ha assicurato il proprio servizio a 818 persone. Nel 2010 erano state 669. Un incremento significativo. A vedersi garantito un pasto caldo da parte della struttura gestita dalla Caritas diocesana sono stati lo scorso anno per il 60% cittadini stranieri. C’è chi si appoggia al refettorio per diversi periodi, chi vi arriva attraverso i servizi sociali del Comune o tramite la stessa Caritas.
C’è un altro dato che conferma come il trend di emergenza sociale sia in aumento negli ultimi anni. La povertà e le difficoltà si diffondono. «Il nostro centro di ascolto - spiega Marco Aliotta, responsabile dell’osservatorio della Caritas - ha preso in carico 1.130 persone nel 2011, 1.082 nel 2010 e 994 nel 2009. Per la maggior parte sono residenti a Trieste, di nazionalità italiana». A loro sono stati erogati contributi per il pagamento delle bollette: acqua, elettricità e gas. Nel 2011 la fetta di budget dedicata a queste specifiche emergenze è salita al 44% dal 28% di dodici mesi prima: «Anche perché da parte delle società che forniscono i servizi c’è una politica sempre più aggressiva sul taglio delle utenze», riflette Aliotta.
In aumento pure gli aiuti (come riportiamo nella tabella in alto) volti a fronteggiare emergenze o anche solo a permettere alle persone di poter fare la spesa. Di recente attivazione, peraltro, è il progetto dell’Emporio della solidarietà, dove le persone in difficoltà potranno acquistare beni di prima necessità per mezzo di una card a punti caricata sulla base di reddito e numero di componenti del nucleo familiare. «Dal 2010 - aggiunge Aliotta - è stato avviato un progetto di accompagnamento economico assieme a Fondazione CRTrieste, Comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle e Provincia: in due anni sono stati erogati 343mila euro, o sotto forma di prestito a tasso zero o a fondo perduto».
Quanto al 2012 e alle indicazioni emerse finora: «In assenza di dati (verranno elaborati a fine anno, ndr) - conclude -, si può notare come vi siano stati molti più colloqui sia con cittadini italiani che stranieri regolarmente residenti ma che improvvisamente si ritrovano senza lavoro». (m.u.)
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