Sentiero Rilke: ricorso del principe al Tar

Impugnata l’ordinanza con cui il sindaco di Duino aveva richiesto lo sgombero delle transenne dai varchi d’accesso alla passeggiata chiusa dalla proprietà
Foto Bruni 14.04.13 Sentiero Rilke-Sistiana-ultimo giorno di apertura
Foto Bruni 14.04.13 Sentiero Rilke-Sistiana-ultimo giorno di apertura

Il braccio di ferro tra proprietà e Comune di Duino Aurisina sul sentiero Rilke finisce in un’aula del Tribunale amministrativo regionale. È stata infatti impugnata martedì al Tar, con deposito dell’atto di ricorso da parte dell’avvocato Tiziana Benussi, legale del principe Carlo Alessandro della Torre e Tasso, l’ordinanza emessa il 17 aprile scorso dal sindaco Vladimir Kukanja. Il provvedimento, disposto in via urgente dall’amministrazione comunale, richiedeva ai fini antincendio lo sgombero della transennatura amovibile sistemata due giorni prima dalla stessa proprietà presso alcuni varchi d’accesso alla panoramica passeggiata. Proprietà che aveva giustificato l’intervento e la posa di cartelli d’avviso adducendo motivi di sicurezza legati all’apertura di un cantiere per la verifica dei manufatti esistenti nell’area. Ciò a seguito del rientro in possesso del fondo della Pineta Rilke, dopo la scadenza del trentennale contratto di affittanza in capo alla Provincia di Trieste. Il principe della Torre e Tasso, titolare del sentiero e della circostante area boschiva inseriti nella riserva delle Falesie di Duino, aveva successivamente ottemperato, pur ritenendole illegittime, alle disposizioni dell’ordinanza, riservandosi però il diritto di impugnazione. Cosa puntualmente avvenuta l’altro giorno.

L’atto, con tutta probabilità, sarà notificato entro la fine di questa settimana. Ora dunque la palla passa al giudice amministrativo, che è chiamato a esprimersi in primo luogo sulla richiesta di sospensiva dell’ordinanza sindacale espressa dalla proprietà. Ma questa del Rilke potrebbe non essere l’unica impugnazione. L’altro giorno, in sede di approvazione della variante 27, è stato infatti votato dalla maggioranza (l’opposizione non ha partecipato al voto) l’emendamento Rozza, relativo a un’area del borgo storico di Duino sulla quale sua altezza serenissima avrebbe voluto, in un futuro, costruire un’abitazione. In sostanza il Consiglio ha deliberato lo stralcio da una delle schede (precisamente la AP 1 dell’elaborato sugli Ambiti di progettazione unitaria) della possibilità di realizzare “un edificio autonomo in adiacenza alla zona Bb del Borgo storico”, tenuto conto che “per le abitazioni ordinarie l’edificazione non può superare i due piani e una volumetria massima di 2.500 metri cubi”. La ratio dell’emendamento? Il parere espresso dalla Regione in sede di Valutazione di incidenza, dunque la necessità di porre un freno al consumo del suolo, tanto più se vicino a siti di interesse comunitario. «Di qui – aveva chiarito in precedenza il consigliere Maurizio Rozza – la necessità di impedire che zone sensibili, come quella del borgo storico di Duino, possano veder sorgere nuove costruzioni della portata di 2.500 metri cubi complessivi. Volumetrie decisamente non irrilevanti». Logico ritenere, a questo punto, che l’emendamento non agevolerà di certo i rapporti (già tesi) tra la famiglia della Torre e Tasso e l’amministrazione. Raggiunto al telefono mentre si trovava all’estero, il principe ha commentato con una battuta lapidaria la notizia: «Manca solo che mi diano la corda per strangolarmi! Ma su questo argomento del Consiglio, preferisco parli il mio avvocato». E l’avvocato Benussi, interpellato, ha così precisato: «Per ora attendiamo che gli atti siano resi pubblici, dopodiché faremo una copia della delibera e la leggeremo a fondo. Se ravviseremo dei profili di illegittimità allora senz’altro impugneremo, come già fatto col Rilke, il provvedimento». Insomma, la guerra continua.

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