Senza lavoro 30 dell’ex Eaton: «Non siamo dei fannulloni»

Sopravvivere alla disoccupazione, quando la sua durata è imponderabile e magari tocca subire le critiche di chi considera la condizione frutto di pigrizia o refrattarietà, è un percorso a ostacoli. Quando poi intervengono una variabile indipendente come il Covid-19 a sparigliare le carte, aggravando il quadro economico di un Paese, e una dipendente, come l’esaurimento della Naspi a due anni di inattività – ed è quanto accaduto ai “reduci” della Eaton –, allora la possibilità di pagare le bollette e provvedere al sostentamento della famiglia diventa oggettivamente complicato e nebuloso. Da qui nasce la rabbia degli ex lavoratori della fabbrica di valvole automobilistiche, che occupava 154 dipendenti.
Una trentina ancora non ricollocati. Alcuni dei quali, assieme al fu coordinatore delle Rsu Luca Sterle, si sono decisi a scrivere una lettera dopo il sasso gettato nello stagno da Alessandro Perrone, già assessore e candidato sindaco con Blocco comunista anticapitalista. Non sono andate giù, infatti, le velate insinuazioni che chi è rimasto a spasso deve la situazione a una sorta di ritrosia nell’accettare ciò che passa il convento. «Stiamo parlando di persone che per trent’anni hanno fatto i turni, di notte: lavorare non spaventa», dice. Ma la disoccupazione ha messo a dura prova i nervi, in taluni casi demolendo l’io. «Qualche collega è sotto controllo al Cim, a causa di esaurimento nervoso e depressione», rammenta Sterle. Nodale, nella vicenda, la questione competenze: «La nostra professionalità “povera”, eravamo infatti abituati a operare unicamente su una tipologia di macchinari, unita all’età media piuttosto alta delle maestranze – scrivono gli ex operai – il più delle volte ha portato a dei risultati negativi ai colloqui di lavoro che ognuno di noi, autonomamente, ha provato a fare. Per ovviare a ciò, molti hanno partecipato a corsi di riqualificazione che sono risultati inutili perché mal strutturati». «Io stesso – rileva Sterle – ho frequentato il corso di tornitore che prevedeva solo tre ore alla settimane per la pratica, un presupposto al limite del grottesco».
«Siamo stati accusati – proseguono gli ex Eaton – di non aver più voglia di lavorare e questa è una critica che rispediamo sdegnosamente al mittente. È vero che qualcuno ha rifiutato qualche proposta nel “perimetro” del protocollo, ma certamente non la maggioranza. Il più delle volte chi ha respinto lo ha fatto perché ormai in area pensionabile od occupato altrove. A diversi lavoratori sono state fatte proposte allucinanti, con turnazioni fisse notturne e stipendi perlomeno discutibili. E qualcuno ha rifiutato per questo». Sterle ricorda di aver spedito «una lettera firmata da 25 ex colleghi a Fincantieri, in cui si garantiva di essere immediatamente disponibili a lavorare se assunti, ma non ci è mai giunta risposta: perché?» . L’ex delegato, che ha lavorato nell’appalto per due mesi prima del Covid parla, per vissuto personale e anche per altre testimonianze, di situazioni «fuori controllo» che «si susseguono e non da oggi, ma da più di un decennio, quindi con l’avvicendamento di entrambi gli schieramenti politici».
Dunque «troppe bugie, inesattezze e “voci”» sugli ex Eaton, che pure due anni e mezzo fa, a maggioranza, votarono in assemblea il punto sulla necessità di «rivolgersi a tutte le forze politiche per cercare supporto nella lotta» per riaprire la fabbrica. «Vennero – proseguono – politici locali e nazionali tra cui l’onorevole Salvini che promise un suo interessamento personale presso Fincantieri. Questo interessamento c’è stato? Se sì, quale risultato ha portato?». Poi il «presidente del Fvg Fedriga in un incontro al Palaveneto ci promise un suo intervento presso altra realtà metalmeccanica, ma pure di ciò nessuna risposta, negativa o positiva che sia». Quanto al protocollo con i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) «i risultati non sono arrivati se non in piccolissima parte». Né è stata proposta alternativa da altra forza politica rispetto alla maggioranza firmataria. «L’opinione pubblica – concludono gli ex Eaton – è al corrente che abbiamo finito il regime di Naspi? Come pagheremo bollette, affitti, mutui e spese varie?». E qualcuno saprà dare la risposta a questa domanda? —
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