Sergio Minutillo, una vita per la medicina

Fu direttore del Dipartimento di cardiologia e primario dell’Urgenza. L’impegno in politica
Tommasini -Trieste-Cattinara-Polo Cardiologico-Minutillo
Tommasini -Trieste-Cattinara-Polo Cardiologico-Minutillo

«Il suo sorriso dolce, la sua pacata mano sulla spalla di chi aveva bisogno d'aiuto, i suoi saggi consigli, la sua prudente determinazione nelle scelte quotidiane guideranno per sempre coloro che lo ricordano Maestro di vita e di lavoro». Così Domenico Guerrini, a nome - precisa lui stesso - di un folto gruppo di colleghi saluta Sergio Minutillo, apprezzato medico ospedaliero scomparso di recente dopo essere andato in pensione nel 2009. «Ci ha lasciati in silenzio, e lo ricordano con affettuosa commozione i tanti colleghi che hanno condiviso con lui la sua grande dedizione al lavoro di medico ospedaliero. È stato uomo di profonda umanità, grande cultura, illuminata saggezza ed equilibrato rigore, doti che ha cercato sempre di trasmettere a chi ha avuto la fortuna di lavorare al suo fianco».

Laureatosi all’Università di Padova, giovanissimo Minutillo iniziò a lavorare in ospedale come assistente e, presto, come aiuto nelle divisioni di medicina interna. È stato per quasi vent’anni - dal 1991 al 2009 - primario della Medicina d'Urgenza, «chiamato da chi gli riconosceva equilibrio e competenza per questo delicato incarico», ricordano i colleghi. È stato anche tra l’altro direttore del Dipartimento di Cardiologia, membro del Comitato etico, sindacalista. Forte il suo impegno anche in politica: è stato tra l’altro presidente regionale del Partito dei comunisti italiani e in precedenza esponente di Rifondazione comunista. Incarichi in cui ovviamente i colleghi non entrano, annotando invece come «pur impegnato anche in importanti ruoli politici e senza trascurare i suoi vasti interessi culturali» Minutillo ha «sempre messo il lavoro dedicato al malato al primo posto del suo pensiero e delle sue opere. Lascia a tutti e soprattutto a chi è stato a lui vicino nei tanti anni alla guida della Medicina d'urgenza un grande vuoto».

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