Simula il furto dell’auto: quattro anni

Aveva investito una donna inventando poi una scusa per farla franca

Quattro anni, quattro mesi e dieci giorni. È questa la pena alla quale è stato condannato Valentino Cuccu, 62 anni.

È stato accusato di aver investito, durante una manovra effettuata alla guida della sua auto, una donna che in quel momento stava attraversando la strada in via Baiamonti e di essersi allontanato evitando di soccorrerla.

Il capo di imputazione più grave, così ha ritenuto il giudice onorario Valentina Guercini, è stato quello di simulazione di reato. In pratica. Ha raccontato ai vigili che hanno condotto i rilievi di legge, che la vettura gli era stata rubata. Questo, scrive il giudice, «per prefigurarsi un alibi al fine di conseguire l’impunità». Questo perché viaggiava senza patente. Il documento infatti gli era stato revocato nel 1998.

Ma il giudice Guercini è andata oltre. Ha puntato il dito contro Tina Majic Engebretsen, un’amica dell’imputato che, nel corso dell’istruttoria dibattimentale, aveva confermato che era lei a guidare la vettura di Cuccu. Non solo: aveva anche dichiarato che si era recata in via Baiamonti e che poi aveva abbandonato l’auto a bordo della quale come passeggero viaggiava Cuccu dopo un litigio.

Una versione che è stata ritenuta falsa. E per questo il giudice Guercini ha disposto la trasmissione degli atti relativi al pm per l’eventuale valutazione del reato di falsa testimonianza a carico della donna.

Il pm nella sua requisitoria aveva chiesto una condanna complessiva a 2 anni e un mese di arresto. La difesa si è battuta per l’assoluzione o il minino della pena. (c.b.)

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