S’insedia il “grillino” Vidoz e alza il tiro delle critiche

STARANZANO. Il Lido non decolla, sicurezza nella difesa delle strutture pubbliche, l’incognita delle spese a carico del Comune delle Uti (Unità Territoriali intercomunali), l’assenza della partecipazione attiva dei cittadini alla vita amministrativa del paese. Sono solo alcune delle contestazioni con le quali si presenta Lucio Vidoz nella sua veste di neo capogruppo del Movimento 5 Stelle. Resterà in carica fino a metà 2017, dopo il passaggio del testimone del suo collega di partito Daniele Deiuri. Uno spostamento di incarico dettato da regole interne del gruppo e dalle direttive della formazione politica a livello nazionale. Lo scambio di consegne, dunque, non ammorbidisce la linea di condotta, anzi il neo capogruppo critica a destra e a manca l’amministrazione per una serie di questioni rilevanti ancora irrisolte.
Al primo posto figura il «poco interesse» che il Comune mostra per lo sviluppo del Lido di Staranzano avendo il “tesoretto” Iris Energia di 341.300 euro sempre fermo in cassa. Quanto al Documento unico di programmazione appena approvato, sulla presentazione del sindaco Riccardo Marchesan i “grillini” rilevano l’incoerenza in queste righe: «Sarà compito dell’amministrazione intraprendere quel percorso di coinvolgimento della cittadinanza per iniziare a percorrere il cammino verso un bilancio partecipato». Vidoz commente: «Una bella frase non c’è che dire. Peccato che il bilancio partecipato non si vede, la partecipazione men che meno data la bocciatura della mozione sul “question time” da noi presentata. Fateci almeno il piacere di togliere queste frasi, perché non rientrano nella volontà di questa amministrazione». All’inizio dell’anno il gruppo aveva proposto di aggiungere al Regolamento del Consiglio il nuovo articolo 16 bis dal titolo “Question time del cittadino” con 12 punti, per migliorare le relazioni tra cittadino e Comune. Una novità a livello locale, al fine di avere in tempi brevi risposte su determinati problemi. La richiesta, però, venne bocciata.
Ciro Vitiello
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