Soccorso ad animali feriti a rischio dal primo luglio

La “dead line” è fissata al primo luglio. Da quel giorno le attività di soccorso diurno e notturno per la fauna selvatica nel territorio di Trieste, finora assicurate dai volontari dell’Enpa -Ente protezione animali, diventeranno ufficialmente di competenza del Corpo forestale della Regione. Tutto pronto per il passaggio di testimone e di competenze, dunque? Assolutamente no. A pochi giorni dalla “rivoluzione”, la partita è ancora in alto mare. La Regione non si è minimamente fatta avanti, spiegano dall’associazione zoofila. E il rischio è che, a farne le spese, siano gli animali feriti e in difficoltà che, di punto in bianco, resteranno senza i loro “angeli custodi”.
E pensare che di tempo per preparare il passaggio di testimone ce n’è stato parecchio. Se ne parla infatti dal 2016, anno dell’addio alle Province, prima competenti in materia, previsto dalla riforma Panontin. Già nell’ottobre di quell’anno, dunque, avrebbe dovuto concretizzarsi l’avvicendamento. Invece è scattata la prima proroga, con lo slittamento dei termini fissato a ottobre 2017. Nemmeno quella data, però, è stata rispettata e si è spostata la scadenza più in avanti, ad aprile 2018 seguito poi, come detto, dal rinvio al 1 luglio. Oltre quel termine però, assicurano dall’Enpa, questa volta non si andrà. ’
«Finora, a beneficio degli animali e della cittadinanza ma con notevoli sacrifici -spiegano dalla sede di via Marchesetti - abbiamo continuato a portare avanti il servizio di soccorso di animali su strada durante il giorno. Uno sforzo che, tuttavia, pensiamo di non poter più assicurare in futuro». Il riferimento, prima di tutto, va alla squadra di preziosissimi volontari, animati da grande dedizione ma, ormai, un po’ avanti con gli anni: «A far fronte a questa importante attività di recupero e salvataggio di animali - spiegano ancora i vertici dell’Enta protezioni animale di Trieste - è un gruppo di “highlander ultrasettantenni”. Gruppo che nel tempo si è sempre più assottigliato e cesserà di esietere proprio alla fine di giugno perché non vi sono stati ricambi generazionali».
Come superare l’ostacolo, dunque? Il neoassessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Stefano Zannier, invita a non drammatizzare perchè, assicura, una soluzione si troverà. «Stiamo accelerando in queste ore i tempi di uscita del bando di manifestazione di interesse - annuncia -. La data del primo luglio, per il passaggio di competenza del servizio di soccorso di animali di fauna selvatica su strada, sarà rispettata».
L’avvicendamento Enpa-Corpo forestale regionale rappresenterà una svolta per Trieste e il suo territorio, notoriamente ricco di fauna selvatica. Nel gruppo rientrano gli “eroi del tramonto e della notte” ovvero caprioli, cinghiali, tassi, faine e volpi, animali diurni come gabbiani e cornacchie, è instancabile l’attività volontaria di soccorso. Decine gli esemplari che ogni settimana i volontari (25 quelli operativi attualmente nella struttura) soccorrono e accudiscono in via di Marchesetti dove, allo stato attuale, sono ricoverati circa 200 animali. Particolarmente sentita in questo periodo dell’anno è la questione dei gabbiani, che in città potrebbe rivelarsi una vera emergenza: «Ogni giorno - dichiarano ancora i responsabili dell’Enpa - da mese a questa parte spiccano il volo dai tetti, su cui sono nati, decine e decine di gabbiani che atterrano sull’asfalto delle trafficate strade, o anche nei cortili o nei giardini condominiali, creando non pochi disagi ai cittadini». Gabbiani, ma non solo. A luglio atterreranno su strada anche cornacchie, merli, cincie, fringuelli e altri volatili, mentre in periferia si aggireranno piccoli di capriolo e di cinghiale. Insomma, è chiaro che luglio risulterà essere un mese decisivo per l’attività di gestione e soccorso della fauna selvatica. Attività che all’Enpa piace definire come una «corsa continua, certamente faticosa, ma fatta da chi ogni giorno ci mette il cuore».
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