«Soldi ai parenti, norma salva inchiesta»

TRIESTE. «L’hanno fatto per evitare l’inchiesta della Corte dei conti». Alessandro Corazza lancia il siluro. Dopo aver parlato di «inciucio» Pdl-Pd, il capogruppo dell’Idv accusa i due maggiori partiti in Friuli Venezia Giulia di aver «aggiustato» la legge regionale 7 del 2000 per sfuggire all’intervento dei magistrati contabili su contributi erogati (in maniera non appropriata secondo la più recente interpretazione della Ragioneria della Regione) per oltre un decennio. Una legge, quella di 12 anni fa, mai applicata per le associazioni no profit che sono state beneficate di contributi pubblici nonostante i «rapporti giuridici instaurati tra società, soci, ovvero tra coniugi, parenti e affini sino al secondo grado» vietati da quel testo.
«Non volevamo favorire i parenti», insiste la maggior parte degli eletti. Ma Corazza ribatte a stretto giro di posta: «L’interpretazione cui si sono opposti solo Italia dei Valori e Lega Nord è servita a evitare che la Corte dei conti intervenisse su 12 anni di contributi “fuori legge”». Danilo Narduzzi, capogruppo del Carroccio, non si tira indietro: «Se l’interpretazione della norma approvata dal Consiglio regionale nel 2000 ha dato vita a una serie di abusi, va immediatamente cancellata». La scelta di procedere in variazione di bilancio per l’«interpretazione autentica» dell’articolo 31 della 7 del 2000 è emersa, così hanno fatto sapere i consiglieri del Pdl e del Pd, gli accusati di «inciucio» dai dipietristi, dopo che la Ragioneria della Regione, via circolare, aveva stoppato d’improvviso, la scorsa primavera, i fondi erogati per oltre un decennio alle associazioni no profit che pure presentavano rapporti societari o di parentela vietati secondo il dettato della 7. «Questa via d’uscita – insiste Corazza –, vale a dire l’interpretazione autentica che va a sanare molteplici situazioni “fuori legge”, è ben diversa da una modifica della norma, che non avrebbe avuto effetto retroattivo. Evidentemente, hanno voluto evitare che la Corte dei conti intervenisse».
La vicenda è ormai nota. L’hanno raccontata insieme Pdl e Pd. «Il problema era emerso in sede di istruttoria delle pratiche di liquidazione dei contributi 2010 e 2011 ad alcune associazioni tra cui La Contrada e le Acli di Trieste, l’istituto culturale J.Maritain, Cinema zero e Centro servizi e spettacoli – ricostruisce il capogruppo del Pd Gianfranco Moretton –, che avevano utilizzato negli anni precedenti parte dei contributi per riconoscere compensi a soci e componenti degli organi direttivi». A dieci e oltre anni dalla legge del 2000 la Ragioneria pone un problema. E in commissione – “non nottetempo», puntualizza Piero Camber smentendo Debora Serracchiani (Pd) che ha parlato di giunta «all’avanguardia nelle leggine notturne» –, si prepara un emendamento che viene poi allargato, su proposta dei consiglieri Camber, Gaetano Valenti, Luigi Cacitti (Pdl), Giorgio Baiutti, Franco Brussa, Enzo Marsilio (Pd), oltre che alle associazioni culturali, anche a quelle di volontariato e di promozione sociale. Emendamento che, rispetto al dubbio della Ragioneria, è un’«interpretazione autentica», non una modifica di legge. Di qui il sospetto dell’Idv. Che, con Corazza, sostiene di avere votato contro l’emendamento infilato in assestamento. Mentre Camber contesta: «Non è vero, votò anche Corazza. Nessun inciucio a favore di consiglieri o assessori regionali». Camber, presidente della commissione competente, ricorda che l’impegno alla correzione pro onlus fu anche dell’assessore Elio De Anna, «su richiesta del consigliere del Pd Franco Codega». E precisa ulteriormente che «la commissione approvò l’emendamento all’unanimità». E ancora: «Non è una norma pensata per gli amministratori regionali. Tantomeno per associazioni legate politicamente al centrodestra. Il nostro difetto? Essere onesti amministratori: tuteliamo tutti, amici e nemici, purché lavorino seriamente. E Serracchiani, che ci attacca, la smetta di parlare male dei suoi, mi riferisco ai Baiutti e ai Moretton, solo perché non intende ricandidarli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








