Soldi per la mensa scolastica non dati: rivenditore a processo

Card ricaricabili per usufruire della mensa scolastica. A incassare i soldi le edicole-ricevitorie per conto della società deputata alla fornitura dei pasti, importi che, a loro volta, le attività commerciali provvedevano a girare all’impresa, in base a specifiche scadenze di versamento. È questo il contesto nel quale è scaturito un procedimento, al Tribunale di Gorizia, a fronte dell’ipotesi di accusa di appropriazione indebita. Chiamata a rispondere è una commerciante all’epoca dei fatti titolare di un’edicola-ricevitoria di Monfalcone. Secondo quanto ha ipotizzato la Procura l’attività in questione non avrebbe provveduto a onorare le scadenze di versamento relative ad un periodo di circa cinque mesi. Il riferimento temporale risale agli anni a cavallo tra il 2013 e il 2014. L’importo considerato sarebbe sull’ordine dei 50 mila euro.
Fin qui, l’ipotesi contestata dalla pubblica accusa nel procedimento che è stato caratterizzato da due fasi, richiedendo la chiusura di un processo per incompetenza giuridica, affidato ad altro giudice. La prima udienza filtro, di apertura del nuovo procedimento, davanti al giudice monocratico Concetta Bonasia, è stata celebrata lo scorso 14 luglio, durante la quale sono state ammesse le prove e proposte le istanze delle parti. Nell’ambito del processo la società appaltatrice del servizio di fornitura dei pasti per la mensa scolastica si è costituita parte civile. Il tutto, quindi, in attesa dell’avvio del dibattimento, al quale spetterà approfondire gli aspetti e gli elementi della vicenda. Il reato di appropriazione indebita è disciplinato dall’articolo 646 del Codice penale, per il quale, attraverso le modifiche apportate con un disegno di legge convertito in normativa nel dicembre 2018, sono state inasprite le pene.
Ed è proprio a fronte della modifica intervenuta nel 2018 che in questo caso si è passati da un giudice all’altro. Il primo processo infatti era iniziato, con la prima udienza, nel novembre 2019, davanti al giudice Gianfranco Rozze. Un giudice onorario e, come tale, è intervenuta la questione legata all’incompetenza nella trattazione del procedimento, a quel punto affidato ad un giudice togato. Siamo pertanto alla ripartenza con la nuova udienza filtro avvenuta il 14 luglio.
Una modalità collaudata, quella delle tessere ricaricabili, nelle scuole cittadine, nel semplificare il meccanismo dei pagamenti della mensa scolastica, avvalendosi delle attività commerciali come le edicole-ricevitorie, alle quali le famiglie fanno ricorso, metodo evidentemente utile anche per evitare l’utilizzo diretto di denaro contante, magari da affidare ai bambini.
Al servizio di mensa scolastica le famiglie accedono attraverso l’iscrizione in Comune. Il modulo così compilato viene trasmesso all’istituto scolastico di riferimento e l’ammissione avviene a fronte della regolarità pregressa dei pagamenti. Sono previste esenzioni e agevolazioni, in base ai criteri Isee.—
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