Solo un volto nuovo in Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Trieste esce praticamente quasi indenne dalle elezioni regionali. Resta imbottito di ex consiglieri regionali o di aspiranti tali. Solo il Pdl vanta tra le fila gli ex di Piazza Oberdan Piero Camber e Maurizio Bucci oltre ai consiglieri mancati Everest Bertoli e Claudio Giacomelli. C’è poi l’ex Alessia Rosolen a cui, dopo il flop di Un’Altra Regione, resta uno scranno comunale da condividere con Franco Bandelli. Tra gli ex di lusso di qualche legislatura fa c’è anche Roberto De Gioia (Lega Nord).
Il salto di qualità è invece riuscito all’ex sindaco Roberto Dipiazza che lascia senza rimpianto il suo posto all’ex ispettore di polizia Alfredo Cannataro. «Penso che si debba fare bene una cosa alla volta», ha già fatto sapere Dipiazza a cui in realtà il ruolo di consigliere comunale è sempre andato stretto. Una noia mortale. «Questa giunta comunale sta portando avanti le cose già definite durante il mio mandato» ripete ad ogni occasione. Meglio quindi lasciare al poliziotto in pensione dal 1989 Cannataro, padre fondatore del Sap (sindacato autonomo di polizia) il divertimento dell’aula comunale. Cannataro approda in Consiglio con il titolo di ufficiale al merito della Repubblica ottenuto il 17 maggio 2012 .
A piazza Oberdan il primo cittadino Dipiazza troverà, invece, il fenomeno Emiliano Edera che, “dimesso” dalla giunta Cosolini con la scusa delle regionali, è riuscito nell’impresa con la nuova casacca dei Cittadini per il presidente dopo aver indossato quella dell’Italia dei valori di Dipietro e della Lista di Primo Rovis (due volte eletto in Consiglio comunale). L’assessore più negato del Comune di Trieste è riuscito a ottenere 810 preferenze, più di Gianni Torrenti primo dei non eletti nelle liste del Pd. Misteri della politica.
Il Pd vanta l’altro consigliere comunale eletto in Regione: il vicecapogruppo Stefano Ukmar, rappresentate della minoranza slovena. A differenza di Dipiazza e dello statuto del partito (che prevede l’incompatibilità delle due cariche) Ukmar non lascerà subito il posto in consiglio comunale. «Visto che ho seguito tutte le vicende del piano regolatore vorrei rimanere fino alla sua adozione. Fino a novembre. In modo anche di approvare il bilancio e il piano del traffico» spiega il vicecapogruppo del Pd che poi, per prevenire ovvie critiche, aggiunte: «Lascerò comunque le commissioni. Mi limiterò soltanto al gettone del Consiglio comunale che poi intendo devolvere».
La prima dei non eletti del Pd Tiziana Cimolino, medico di base e coordinatrice del Forum per l’acqua, dovrà aspettare altri 9 mesi. Lista d’attesa lunga quanto una gravidanza. «Ho già parlato con lei», assicura Ukmar. Ma è d’accordo? «Credo di sì». Ma in Regione cosa andrà a fare Ukmar? «Non ne ho la più pallida idea. Aspetto che qualcuno mi contatti». (fa.do.)
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