Sospensioni a quota zero per i sanitari non vaccinati

A rallentare l’iter anche la privacy: i nomi non vanno comunicati

ai datori di lavoro

Al Policlinico di Napoli, Universita' Federico II , al via la campagna di vaccinazione anti covid per i 'fragili' persone di varie eta' alle quali, avendo patologie debilitanti, e' stata data priorita', 25 marzo 2021 ANSA/CIRO FUSCO
Al Policlinico di Napoli, Universita' Federico II , al via la campagna di vaccinazione anti covid per i 'fragili' persone di varie eta' alle quali, avendo patologie debilitanti, e' stata data priorita', 25 marzo 2021 ANSA/CIRO FUSCO

UDINE È di difficile applicazione la norma che prevede la sospensione del personale sanitario no vax. Nel groviglio di interpretazioni ci mancava solo la legge sulla privacy che impedisce ai datori di lavoro, quindi ai direttori generali delle Aziende sanitarie, di conoscere i nomi dei quasi 2 mila tra medici, infermieri e operatori socio sanitari non ancora vaccinati in Fvg. Tocca proprio ai direttori generali firmare gli atti di sospensione. È un ostacolo di non poco conto che sta rallentando l’iter anche in Fvg, dove tutti i sanitari no vax sono ancora al lavoro proprio perché non è stata ufficializzata alcuna sospensione. E nelle Aziende sanitarie continuano ad arrivare pacchi di diffide contro l’obbligo vaccinale.

Rispetto a qualche settimana fa, quando gli Ordini professionali attendevano di ricevere dalle Aziende sanitarie i nomi dei sanitari no vax per procedere alla sospensione, la situazione si è praticamente ribaltata. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), conferma il presidente regionale Guido Lucchini, ha chiesto un chiarimento al ministero sulla procedura da seguire e la risposta è inequivocabile: l’atto di sospensione deve compilarlo l’Azienda sanitaria di residenza dei sanitari non vaccinati, l’Ordine professionale deve solo trascrivere il provvedimento. Chiarito chi fa cosa, l’iter si è bloccato sulla privacy quando i Dipartimenti di prevenzione hanno inviato i solleciti e sono in attesa dei riscontri. Compilata la lista dei no vax, il dipartimento dovrebbe comunicare i nomi ai direttori generali delle tre Aziende sanitarie per aprire così l’iter che porterà alla sospensione dei non vaccinati. Ma il rispetto della privacy impedisce ai direttori generali di conoscere i nomi dei vaccinati e dei non vaccinati e quindi di compilare gli atti amministrativi che, come chiarisce il Ministero, possono essere contestati al Tar. «Stiamo verificando se per ragioni di salute pubblica possono procedere i Dipartimenti di prevenzione» spiega il vicegovernatore Riccardo Riccardi secondo il quale la norma va riscritta. Le Aziende intanto stanno cercando di convincere il maggior numero di sanitari che non ha ancora risposto, a prenotare la vaccinazione. Chi ha ricevuto il sollecito ha 5 giorni per rispondere. Da maggio a giugno in Fvg son state recuperare 463 persone.

L’incertezza sulla procedura favorisce i ricorsi. In Lombardia in 300 si sono rivolti al Tar contro l’obbligo vaccinale. Il tema è delicato anche perché pensare di sospendere quasi 2 mila no vax in Fvg significa rischiare di rallentare, per non dire bloccare, il sistema sanitario. «Siamo di fronte a una potenzialità esplosiva di ricorsi» sottolinea Riccardi confermando di aver «già ricevuto un numero importante di diffide». Non è chiaro neppure se, di fronte a eventuali ricorsi, le Aziende sanitarie potranno rivolgersi all’Avvocatura dello Stato per resistere in giudizio. In caso contrario andrebbero incontro a spese legali non irrisorie. — g.pe.

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