L’addio di Trieste a Matteo Babich, il 25enne morto a Monfalcone: «Per sempre nei nostri cuori»

Dalla famiglia alla Servolana Basket, i messaggi di cordoglio: «Rimane solo un senso di colpa per non aver saputo ascoltare»

Gianpaolo Sarti
Matteo Babich (foto Servolana Basket)
Matteo Babich (foto Servolana Basket)

Nella palazzina di Campi Elisi dove abitava Matteo Babich, il venticinquenne triestino travolto martedì mattina da un treno in stazione a Monfalcone, c’è poca voglia di parlare. Il dolore è ancora troppo grande e impossibile da inghiottire. «Negli ultimi mesi lo vedevo più chiuso e sicuramente aveva sofferto molto il lockdown nel periodo del Covid... credo che da quel momento in poi abbia avuto un peggioramento», confida un vicino.

Ma non sapremo mai cosa passava davvero per la testa al ragazzo, che solo pochi giorni prima del dramma era stato segnalato ai servizi pubblici di assistenza, e cosa lo ha spinto ad andare quella mattina, all’alba, in stazione a Monfalcone.

Sabato 21 marzo l’ultimo saluto a Matteo Babich, il 25enne triestino morto a Monfalcone
Matteo Babich (foto Servonala Basket)

Quel che è certo è che Babich è stato un’autentica promessa del basket. Forte ed eccezionale. Fisicamente e tecnicamente: su questo, tra i compagni e gli allenatori delle squadre in cui aveva militato, sono tutti d’accordo. Ma altrettanto fragile, emotivamente.

Nel 2017, a 17 anni, Babich aveva esordito in A2 nella Pallacanestro Trieste Alma. Aveva giocato nel settore giovanile della Nazionale. Ma la sua chiusura, quel suo essere un po’ taciturno, non troppo incline al sorriso, celava evidentemente altro.

Giovedì Matteo avrebbe compiuto 26 anni. «Tu... e noi... per sempre... all’infinito. Un buon compleanno fin lassù amore mio», ha scritto in un post su Facebook il padre Giuliano.

La Servolana, l’ultima squadra del giovane, giovedì pomeriggio ha dedicato all’atleta un messaggio di cordoglio e già venerdì, nella trasferta a Gradisca, osserverà un minuto di silenzio. «Quando arrivano certe notizie si rimane senza fiato, non ci sono parole per esprimere le emozioni; rimane solo un senso di vuoto che mai nulla o nessuno potrà colmare, rimane un senso di colpa per non aver saputo ascoltare, per non aver fatto qualcosa di più che forse sarebbe stato utile. Rimarrai per sempre nei nostri cuori, rimarranno sempre impresse nelle nostri menti le tue gesta sportive, le tue movenze, i tuoi canestri, la tua voglia di arrivare, ma anche le tante arrabbiature perché facevi di testa tua».

Il vicepresidente Roberto Ciriello aggiunge una sua riflessione: «Mi chiedo cosa si può fare fino in fondo per questi ragazzi – osserva – e come poter sostenerli nelle loro fragilità oltre ai campi da gioco».

Anche la Pallacanestro Trieste esprime vicinanza e cordoglio alla famiglia di Babich. «Matteo, giovane atleta e grande appassionato di pallacanestro – scrive la società in un post – ha fatto parte di basket Trieste indossandone con orgoglio la maglia e lasciando il ricordo di un ragazzo serio, appassionato e profondamente legato a questo sport. Ha inoltre vestito la maglia della prima squadra in tre delle partite della stagione 2017-2018 che ci ha visto conquistare la Serie A. In questo momento di grande dolore, la società e l’intera comunità cestistica triestina si uniscono al cordoglio della famiglia, degli amici e di tutti coloro che gli hanno voluto bene, custodendo il ricordo di Matteo e della sua passione per la pallacanestro».

Così l’asd basket Trieste, società satellite della Pallacanestro Trieste: «Il presidente Luigi Bonano, insieme allo staff tecnico e dirigenziale, unitamente a tutti i tesserati di baskeTrieste, si stringe attorno alla famiglia di Matteo, nostro ex tesserato. Non ci sono parole che possano alleviare il dolore di questo momento, ma solo ricordi di un ragazzo serio e appassionato, che ha vestito con orgoglio i nostri colori».

 

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