Sabato 21 marzo l’ultimo saluto a Matteo Babich, il 25enne triestino morto a Monfalcone
Il padre Giuliano: “Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in un dolore così grande”

Il funerale di Matteo Babich, il venticinquenne triestino travolto da un treno martedì scorso nella stazione di Monfalcone, sarà celebrato sabato 21 marzo a partire dalle 10.30 in via Costalunga a Trieste. Seguiranno alle 12.30 le esequie.
"Desideriamo ringraziare di cuore tutte le persone che, con un pensiero o un gesto di affetto , ci sono state vicine in questo dolore così grande", le parole del padre del ragazzo, Giuliano Babich.
Babich è stato un’autentica promessa del basket. Forte ed eccezionale. Fisicamente e tecnicamente: su questo, tra i compagni e gli allenatori delle squadre in cui aveva militato, sono tutti d’accordo. Ma altrettanto fragile, emotivamente.
Nel 2017, a 17 anni, Babich aveva esordito in A2 nella Pallacanestro Trieste Alma. Aveva giocato nel settore giovanile della Nazionale. Ma la sua chiusura, quel suo essere un po’ taciturno, non troppo incline al sorriso, celava evidentemente altro.
La Servolana, l’ultima squadra del giovane, giovedì pomeriggio ha dedicato all’atleta un messaggio di cordoglio e già venerdì, nella trasferta a Gradisca, osserverà un minuto di silenzio. «Quando arrivano certe notizie si rimane senza fiato, non ci sono parole per esprimere le emozioni; rimane solo un senso di vuoto che mai nulla o nessuno potrà colmare, rimane un senso di colpa per non aver saputo ascoltare, per non aver fatto qualcosa di più che forse sarebbe stato utile. Rimarrai per sempre nei nostri cuori, rimarranno sempre impresse nelle nostri menti le tue gesta sportive, le tue movenze, i tuoi canestri, la tua voglia di arrivare, ma anche le tante arrabbiature perché facevi di testa tua».
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