Sotto sequestro a Punta Spin spazio acqueo con 50 ormeggi

I marinai hanno fatto spostare barche e natanti che erano legati ai gavitelli L’indagine tende ad appurare se si tratti di abusivismo. La rabbia dei proprietari

GRADO. Sequestrati dall’autorità giudiziaria circa 2500 metri quadrati dello spazio acqueo davanti al villaggio turistico Punta Spint. Contestualmente sono stati fatti allontanare una cinquantina di natanti fra i quali una dozzina di canoe e una quindicina di gommoni (tutti gli altri sono piccoli motoscafi da 4-5 metri).

Mezzi che i proprietari sono stati costretti a portare in fretta e furia in ormeggio in un vicino porto (naturalmente a pagamento) oppure, i più piccoli, a tirarli a riva. È quanto accaduto nel primo pomeriggio di giovedì. I marinai dell’Ufficio Circondariale marittimo di Grado, al comando del tenente di vascello Francesca Godino, hanno ravvisato che dinnanzi alla spiaggia del Punta Spin, la situazione non era a norma.

Di qui il sequestro di tutto lo specchio acqueo – addirittura pare sia impedito ai diportisti di uscire in mare – compresi i gavitelli. La maggior parte degli scafi nonostante le proteste anche vibrate, sono stati per forza di cose rimossi entro le 21.30 di giovedì. Alcuni sono rimasti invece ancora ormeggiati in quanto i proprietari, tra i quali parecchi triestini, giungono a Grado solamente nei fine settimana. E forse questo fine settimana, considerate le previsioni meteo, forse nemmeno ci saranno.

Ieri mattina personale di Circomare è ritornato sul posto per completare l’operazione che si concluderà con il verbale che sarà fatto pervenire all’autorità giudiziaria per procedere in base alle vigenti leggi. Da Circomare bocche completamente cucite ma dall’interno del villaggio arrivano le notizie e soprattutto le proteste.

Tra le persone coinvolte suo malgrado nella vicenda c’è il triestino Nicola Bellanca che frequenta Punta Spin dal 1976. Inizialmente aveva una barca ma poi, una ventina d’anni fa, è passato alla canoa. «Siamo tutti inviperiti – afferma – mai vista una cosa del genere. Ci impediscono di andare a fare il giretto al largo a prendere il sole, magari per andare a prendere le cape. Ci hanno obbligato in fretta e furia a togliere o portar via tutto dal mare, natanti che avevamo messo in acqua ancora a inizio stagione perché i proprietari sono perlopiù persone, come me, con abbonamento stagionale. All’inizio stagione abbiamo pagato tutto, il posto caravan, gli ingressi per due persone e anche il posto barca. Il sequestro è un danno enorme, anche sotto il profilo economico (a questo punto pare proprio che dei rimborsi dovrà occuparsene la proprietà) ma soprattutto come immagine turistica».

Secondo il villeggiante triestino sarebbe stato, infatti, più logico dare oggi ai proprietari, sempreché non fossero in regola, una sanzione pecuniaria e poi procedere eventualmente con l’intervento a conclusione della stagione. 

 

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